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3 MUSEI PER L’ESTATE 2022

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3 MUSEI PER L’ESTATE 2022

Tre musei a cielo aperto da visitare per l’estate 2022

Con l’arrivo della bella stagione la voglia di viaggiare ed esplorare aumenta ogni giorno sempre più. Così come quella di fare un’escursione per prendere una pausa dalla routine e dal caldo soffocante dell’ufficio.

In quest’articolo, vi proponiamo tre musei a cielo aperto ideali per una gita estiva o una breve pausa in alternativa al mare.

Si tratta di tre luoghi unici e molto particolari, in cui arte, natura e architettura convivono e si combinano, creando forme e spazi suggestivi, che vi lasceranno senza fiato.

Pronti a partire?

ARTESELLA – Val di Sella, Borgo Valsugana (Trento)

In questo meraviglioso gioiello trentino, potrete immergervi nel Percorso ArteNatura, un sentiero immerso nel bosco dell’incontaminata Valle di Sella. Lungo la passeggiata di quasi due chilometri ammirerete le opere di artisti che, da oltre trent’anni, creano installazioni e sculture con i soli materiali presenti nel bosco: sassi, fogli, rami intrecciati, tronchi, terra. 

Il secondo itinerario, nell’area di Malga Costa, è un parco con diverse opere d’arte, tra cui la Cattedrale Vegetale e il Teatro di Sella “Il Cubo”.

In questo museo, la natura è fonte d’ispirazione, ma anche materia da modellare per creazioni che convivono con l’ambiente circostante, fondendosi con esso, per un ritorno ad un’architettura più “naturale”.

GIARDINO DEI TAROCCHI – Garavicchio – Capalbio (Grosseto)

Il Giardino dei Tarocchi è un parco artistico ispirato agli arcani maggiori dei Tarocchi, ideato dall’artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle, che lo iniziò a costruire dal 1979. Passeggiando per questo parco potrete ammirare 22 imponenti sculture in acciaio e cemento ricoperte di vetri, specchi e ceramiche colorate. 

I colori vivaci e la brillantezza dei materiali usati vi lasceranno senza parole.

IL CRETTO di Gibellina o anche detto “IL GRANDE CRETTO” – Gibellina (Trapani)

Si tratta di un’eccezionale opera di land art celebrativa realizzata da Alberto Burri tra il 1984 ed il 1989 nella città vecchia di Gibellina, distrutta dal terremoto nel gennaio del 1968.

L’idea dell’artista nacque ammirando le rovine del paese precedente sotto la luce del sole. A quella vista, desolante e stimolante al tempo stesso, Burri decise di trasformare le macerie in un immenso cretto bianco.

Percorrendo i solchi di questo immenso cretto, sarete immersi nell’indescrivibile emozione di muovervi tra le strade della cittadina distrutta dal terremoto.

Sebbene luogo della memoria, questa imponente opera appare come una città fantastica, tutta da esplorare, un grande labirinto dove perdersi e ritrovarsi.

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Fonte: officinemama

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