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Zucchero, l’uomo che ha trasformato il blues

17 Aprile 2020 Artisti Musica & News


Adelmo Fornaciari, in arte Zucchero, nasce il 25 settembre 1955 a Roncocesi, paese agricolo della provincia di Reggio Emilia. La sua prima passione è il calcio: dopo le prime esperienze all’oratorio, il giovanissimo Adelmo entra nei pulcini della Reggiana come portiere. Già alle scuole elementari il maestro lo chiama bonariamente “zucchero e marmellata”.

Figlio di contadini, Fornaciari rimarrà sempre legato alla sua terra. A Reggio Emilia inizia a suonare la chitarra, grazie all’ausilio di uno studente americano di colore che frequenta la Facoltà di Veterinaria a Bologna. Strimpella canzoni dei Beatles, Bob Dylan e dei Rolling Stones

Inizia a farsi conoscere nel settore nel 1981, quando con i Taxi vince il Festival di Castrocaro. Ma la strada non è per nulla in discesa. La sua prima apparizione al Festival di Sanremo nelle Categoria Giovani si conclude con un disastroso penultimo posto che non lascia grandi speranze. Zucchero punta tutto sul suo primo album, ma anche questo si tradurrà in un fiasco inaspettato e roboante.

La svolta arriverà intorno alla metà degli anni Ottanta, quando il cantante decide di partire alla volta dell’America. Sarà qui che incontrerà il blues e il jazz e traccerà le linee di quello che poi sarà il suo stile inconfondibile. Il ritorno in Italia è segnato dalla sua seconda apparizione a Sanremo.

Partecipa con il brano Donne e colleziona un altro penultimo posto, ma questa volta il pubblico lo premierà in termini di ascolti. Tra il 1986 e il 1987 arriva la consacrazione con la pubblicazione dell’album Rispetto e poi con la vittoria al Festivalbar con la canzone Non ti sopporto più.

Tra gli altri grandissimi successi dell’artista emiliano ricordiamo “X colpa di chi?” “Così celestee” “Il grande baboomba” con cui vince il Festivalbar 2004.

Grande successo ha avuto anche la collaborazione con il gruppo messicano dei Maná. Con questi, tra le altre cose, ha cantato “Baila Morena” e ha partecipato all’album “Revolución de amor” cantando con Maná la fortunata canzone “Eres mi religión”.

Uno dei grandi vanti del cantautore è quello di essere stato l’unico italiano ad essersi esibito nello storico concerto di Woodstock.

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