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Origini e Significato del World Radio Day

today29/01/2024 12 1

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Origini e Significato del World Radio Day

Perché si celebra il World radio Day?

Le origini e il significato del World Radio Day sono legate allo scopo di celebrare la radio come mezzo fondamentale per la comunicazione. La radio per la prima volta nella storia ha reso possibile una comunicazione di tipo globale. Essa è un simbolo di cooperazione e condivisione sin dalle sue origini. Il suo sviluppo è stato frutto di un lavoro collettivo che ha coinvolto grandi scienziati di tutto il mondo.

La radio ha provato la sua anima intramontabile non solo resistendo all’avvento di televisione e internet, ma addirittura essendo capace di sfruttarli a suo vantaggio. Li ha infatti utilizzati per potenziare la propria diffusione attraverso dirette tv e trasmissioni in streaming e abbatterei costi.

Ancora oggi è il mass media più diffuso al mondo, in grado di raggiungere il pubblico più ampio nel minor tempo possibile. È un ponte di comunicazione per le comunità remote, le regioni in via di sviluppo e le popolazioni vulnerabili. Spesso è l’unico collegamento con il mondo esterno.

Quando nasce il World Radio Day?

Le sue origini risalgono però al 20 settembre 2010, quando l’accademia radiofonica spagnola inoltrò la richiesta di istituire una giornata dedicata alla celebrazione della radio. La richiesta venne presa in carico dall’UNESCO nel 2011. Esso, consultando diverse associazioni radiotelevisive registrò una risposta favorevole al 91%. Così venne istituita la data 13 febbraio, in quanto il 13 febbraio 1946 venne fondata la prima emittente delle nazioni unite.

5 Temi Chiave sulla radio per l’Unesco

  • la libertà di espressione e la sicurezza dei giornalisti deve essere a prova di disastro. Rispondere alle emergenze è più facile quando c’è libertà di espressione e i giornalisti possono fare il loro lavoro, pur rimanendo al sicuro.
  • la radio deve aiutare i sopravvissuti e le persone vulnerabili. Anche nei campi per i rifugiati: il loro diritto alla riservatezza deve essere rispettato.
  • la radio ha un forte impatto sociale, fornendo informazioni. Essa ha la capacità di aumentare la consapevolezza delle persone intorno a tematiche controverse. Di per sé, i social media giocano un ruolo importante, ma quando sono collegati a un servizio radio affidabile, il loro impatto può essere molto più efficace.
  • la radio può salvare vite. Può aiutare gli ascoltatori e dà supporto ai soccorritori nei momenti di emergenza.
  • le frequenze devono essere protette. L’immediata accessibilità alle frequenze può essere vitale in momenti di urgenza di diffusione delle notizie.

La Storia della Radio

La nascita della radio parte dalla scoperta dell’esistenza delle onde elettromagnetiche da parte del fisico tedesco Heinrich Rudolf Hertz(1857 – 1894). Egli inventò un apparato: il dipolo hertziano, in grado di emettere e ricevere onde radio. In suo onore, nel sistema internazionale, la frequenza è misurata in hertz.

L’invenzione della radio in sé è invece legata a due nomi in particolare: l’italiano Guglielmo Marconi (1874 – 1937) e il fisico russo Aleksandr Stepanovič Popov. Entrambi, negli stessi anni, lavorarono alla realizzazione e messa a punto di uno strumento analogo, in grado di inviare e ricevere segnali a distanza. Marconi brevettò per primo il suo apparecchio, e il 12 dicembre 1901 ebbe luogo la comunicazione che costituisce il primo segnale radio transoceanico.

Con la fondazione della Marconi corporation, nell’ottobre del 1907 si inaugurò il primo servizio pubblico regolare di radiotelegrafia attraverso l’oceano Atlantico, dando la possibilità alle navi transatlantiche di lanciare l’SOS senza fili. Un’altra utile applicazione pratica della radio si riscontrò in ambito militare. Durante la prima guerra mondiale i soldati fecero largo uso dello strumento radiofonico per comunicare tra reparti e per intercettare con più facilità i nemici..

In Italia il 27 agosto 1924 nasce l’Unione Radiofonica Italiana (URI), con sede a Roma, che comincia a trasmettere il 6 ottobre. Con un regio decreto, in data 1° maggio 1924, fu definito il contenuto delle filodiffusioni: teatro, notizie, conversazioni, concerti. Nel 1927 l’URI diventa EIAR e lo Stato Italiano le affida in concessione esclusiva le trasmissioni radiofoniche.
Fino al 1974 nel nostro Paese, la radiodiffusione rimane ad esclusivo appannaggio dello Stato. Poi, nel 1974, la Corte Costituzionale consente ai privati di trasmettere localmente via cavo. Questa sentenza che dà il via libera, in molte città italiane, all’apertura di radio private via etere. Due anni dopo, nel 1976, una seconda sentenza della Corte Costituzionale liberalizza la trasmissione via etere in ambito locale.

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Scritto da: comunicazione

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