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Mia Martini e il suo straordinario talento

8 Aprile 2020 Artisti Musica & News


Mia Martini, pseudonimo di Domenica Rita Adriana Bertè, detta Mimì è considerata una delle voci femminili più belle ed espressive della musica leggera dotata di un vocale capace di passare da note passionali a note più dolorose con grande facilità e caratterizzata dal suo essere sofisticata e con una forte intensità interpretativa.

La cantante ha dovuto più volte interrompere la propria carriera per alcune tragiche vicende che l’hanno vista protagonista, non ultime le maldicenze che l’hanno allontanata per quasi 10 anni dal mondo dello spettacolo.

Sviluppa fin da ragazzina uno straordinario talento nel canto e prende parte ad alcuni concorsi canori della sua regione, la Calabria.

Percependo però il desiderio di raggiungere un ambiente più importante e ricco di maggiori stimoli, nel 1962 convince la madre ad accompagnarla in treno a Milano.

I rifiuti sono numerosi, ma alla fine è proprio nel capoluogo lombardo che Mimì ottiene le attenzioni dell’importante discografico Carlo Alberto Rossi. Il produttore valuta di lanciarla come ragazza yè-yè con il nome di Mimì Bertè, sull’onda della moda europea di quel periodo.

Dopo la vittoria conseguita al Festival di Bellaria del ’64, incide i singoli “Il Magone” e “Ed ora che abbiamo litigato”, che presenta allo show televisivo di Lelio Luttazzi “Teatro 10”.

Nel ’69, durante una serata in discoteca in Sardegna viene perquisita e trovata in possesso di hashish, al tempo considerato una droga alla pari di stupefacenti più pesanti. Sarà quindi arrestata per traffico di droga e condannata a scontare quattro mesi di carcere.

Durante la permanenza in prigione, ricordata come estremamente traumatica anche a distanza di moltissimi anni e che impedirà inoltre la stampa del lavoro “Coriandoli spenti/L’argomento dell’amore”, tenta il suicidio.

Scontata la pena torna a Roma. Segue nuovamente un periodo di intensa gavetta, che la porta a partecipare come corista nei Cantori Moderni di Alessandroni.

Nel febbraio del 1971, in una serata organizzata all’ultimo, viene chiamata per improvvisare una serata in un locale. È in questa occasione fondamentale che Mia incontra Alberigo Crocetta, avvocato, proprietario del locale e scopritore di talenti, che oltre a offrirsi come suo produttore comprende meglio di chiunque altro la necessità di apportare un radicale cambiamento all’immagine di Mimì per poterla lanciare sul mercato discografico internazionale.

Mia Farrow è il riferimento per il nome Mia, Martini il suggerimento di Crocetta scelto fra le parole italiane più riconoscibili all’estero.

Ed è cosi che nasce il nome “Mia Martini”.

Vince molti premi tra cui “migliori dischi realizzati da una donna in Italia” e “migliore discografia d’autore”.

Inoltre partecipa anche a vari festival, vincendoli, come quello del Festivalbar.

Tanti sono stati i successi di Mia Martini, difficile commentare quello che ha lasciato alla musica italiana, considerata un’interprete sensibile e straordinaria, artista maledetta per tutte le sue sfortune, ammirata da tutti. Lei è parte del più prezioso patrimonio della musica italiana.

 

Clicca qui per leggere la biografia di un altro grande artista.

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