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Abruzzo

MARSIGLIO: ABRUZZO ZONA ARANCIONE!

7 dicembre 2020 News


L’Abruzzo torna in zona arancione. Il governatore Marsiglio firma l’ordinanza che farà passare l’Abruzzo, ultima regione rimasta zona rossa, ad arancione. Questo di fatto permetterà la riapertura dei negozi.

Abruzzo fuori zona rossa.

Abruzzo fuori zona rossa già a partire dalla giornata di oggi. Il Governatore Marsilio ha firmato l’ordinanza per il rientro della regione in arancione. Un provvedimento che ha efficacia dal momento della sua pubblicazione. Un passo avanti per tutta l’Italia che esce dalla zona rossa. Ma perché la notizia ha fatto così scalpore?

Secondo quanto riportato sulla Repubblica, il governatore Marsilio ha agito da solo. Il Governo si è professato contrario alla sua scelta a tal punto da dichiarare:

“L’Abruzzo deve aspettare mercoledì o sarà responsabile dei contagi”. A quanto pare gli avvertimenti non sono serviti a molto perché Marsilio ha ritenuto opportuno assumersi la responsabilità di una scelta precoce.

Le proposte di questo periodo.

Protagoniste di questo periodo sono le diverse disposizioni all’ordine del giorno. Nella giornata del 3 dicembre Giuseppe Conte ha illustrato le nuove misure di sicurezza per il periodo natalizio.

“Dal 21 al 6 vietati tutti gli spostamenti da una regione all’altra, anche per raggiungere le seconde case. Nei giorni 25, 26 dicembre e 1 gennaio vietati anche gli spostamenti da un comune all’altro, su tutto il territorio nazionale resta il divieto di spostarsi dalle 22 alle 5 del mattino, per Capodanno questo divieto sarà esteso dalle 22 alle 7 del mattino del 1 gennaio”. “E’ una cautela essenziale per proteggere i nostri cari”. “E’ sempre consentito il rientro nel comune di residenza o dove si abita con continuità, questo consentirà il ricongiungimento delle coppie”. “Ci si potrà sempre spostare per motivi di lavoro salute e necessità e nei casi di necessità ricorre anche l’iniziativa di prestare assistenza a persone non autosufficienti”.  “Chi torna dall’estero dovrà fare una quarantena” ha precisato Conte.

Non è stato indifferente la scelta di mettere in atto nuove restrizioni …

Non è stato indifferente la scelta di mettere in atto nuove restrizioni durante il periodo di novembre, a seguito del periodo estivo a causa del quale si sono registrati nuovi contagi. Sono state istituite zone gialle, arancioni e rosse che hanno impedito la possibilità di accesso tra i vari comuni, con lo scopo di indurre cautela tra i cittadini i cui movimenti e spostamenti bisogna dare un dovuto e necessario contegno. Troppe zone ad alto rischio che hanno fatto ripensare anche le disposizioni originali dettate il 3 novembre. Abruzzo, Basilicata, Toscana, Liguria e Umbria sono diventate zona arancione, dati registrati già il 10 novembre. A soli sette giorni di distanza dalla decisione originale le cose sono cambiate, a sottolineare la criticità di questo momento. Con il trascorrere dei giorni non sono state risparmiate le nuove zone rosse.

La situazione attuale evidenzia un’Italia fuori zona rossa. Le reazioni del Governo…

La situazione attuale evidenzia un’Italia fuori zona rossa, compreso l’Abruzzo.

“La regione Abruzzo – replicano fonti del governo – aveva anticipato l’ingresso in zona rossa rispetto all’ordinanza del governo. La cabina di regia che monitora i dati di tutte le regioni ha riconosciuto questa anticipazione che avrebbe potuto portare alla zona arancione nella giornata di mercoledì. La scadenza dei 21 giorni è però prevista per mercoledì, non per lunedì. Quindi non c’è avallo su questa ulteriore anticipazione”. 

Al Governo si vocifera la messa in mora nei confronti della Regione.

Al Governo si vocifera la messa i mora nei confronti della regione. Secondo la diffida, se la richiesta non sarà eseguita, la responsabilità dei nuovi contagi ricadrebbe sulla regione Abruzzo.

“Non ci possiamo permettere di rischiare, per gli abruzzesi e per tutti gli italiani – ha detto Boccia – mi rendo conto che ci sono pressioni dei territori per tornare alla normalità, ma non ci sarà la normalità finché ci sarà questo virus”.

Una mossa azzardata dettata dalla necessità di rimettere in moto l’economia. Una fretta che sicuramente non giova allo stato di salute del paese, venendo meno al rispetto dei 21 giorni di quarantena conclusi due giorni prima.

 

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