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Storia, letteratura, teatro e musica: la world music dei Vòria

25 maggio 2017 Musica & News


Teatro, canzone, letteratura molisana con Ciresi, Jovine, D’Ovidio e Longano, tutto a suon di organetto, viola e lira con testi e musiche d’autore:tutto questo è il gruppo molisano dei Vòria. Nei loro ricchi spettacoli live c’è tanta saggezza e proverbialità popolare come decanta il cavallo di battaglia “Lasse sta u munne come si trova” simbolo dell’immobilismo molisano. A raccontarci meglio la storia dei Vòria è Walter Santoro, ideatore e voce del gruppo.

Vòria. World Ethnic Group. Ci racconti la storia del vostro gruppo?

    La storia dei Vòria, nasce per volontà di Walter Santoro, archeologo, che sommando le conoscenza della sua terra al suo lavoro di storico, ha ideato uno spettacolo di teatro-canzone che alla documentazione visiva dei cine-documenti delle Teche Rai e dell’Istituto Luce, unisce estratti dei grandi letterati molisani come Cirese, Jovine, D’Ovidio, Longano, il tutto condito da world music, in particolare di musica popolare del Sud Italia e monologhi di propria composizione.

Come nasce il vostro repertorio d’autore? Qual è la vostra fonte d’ispirazione?

   Il repertorio nasce al pianoforte, è lì che creo le canzoni poi adattate per la melodia di strumenti quali organetto, viola e lira. Le musiche sono quindi quasi esclusivamente d’autore, così come i testi che sono creati ad hoc, come nel caso di: ‘U trene”; Paroliere della ritta e della manca; Il Molise non esiste; Il Molise che resiste; Saglie ‘na Stella; Tarantella dell’Orso, etc…

Tutti i brani, sebbene ispirati dalla tradizione, sono composizioni originali.

La fonte, o meglio gli artisti e la musica a cui ci rifacciamo sono, per il teatro-canzone, Gaber e Paolini, per la musica, tutto ciò che è la world music.

 

Qual è il background musicale della vostra musica?

  Come detto, la world music in generale, con particolare attenzione alla tradizione popolare italiana ed europea. Poi il know-how del singolo ha apportato il giusto e gusto metrico e musicale, dal rock, al jazz, alla musica classica.

Musica e teatro. Come vi preparate per i vostri live?

  La musica si prepara in prova e lì che estenuamente proviamo e riproviamo perché tutto fili alla perfezione. I tempi teatrali, difatti, sono ben diversi dal concerto di piazza; in teatro bisogna essere perfetti, o quasi. Il pubblico è seduto ed è in silenzio, accorto ad ogni singola parola che si dice. In teatro non si può sbagliare, è un impegno maggiore!

  Le pieces teatrali sono elaborate da me, si cerca di infondere serietà e drammaticità letterale ai monologhi inerenti tematiche sociali destinate a far pensare il grande pubblico (si veda i racconti sui non-luoghi, sui migrantes, su lingua e dialetto, sui Sanniti, ecc…), mentre i racconti fortemente ilarici e sarcastici in cui si prende in giro il Molise e i molisani, e gli italiani in generale nascono col precipuo scopo di far sorridere, ma anche riflettere sull’immobilismo del paese Italia.

Perché come slogan popolare avete scelto il proverbio “Lasse sta ‘u munne come si trova ?

Il proverbio rappresenta per l’appunto l’immobilismo dei molisani. E’ un questione di DNA ormai rinsavito. Se chiedi ad un molisano di attuare un cambiamento questo lo spaventa e vedrai che la sua risposta sarà: “Lassa stà ‘u munne cumme ze trova”.

Sono passati due millenni dalla civiltà sannitica che ci ha contraddistinto, e sembra che quell’audacia, temperamento e coraggio sia oggi perduto. Questo ha fatto si che il molisano abbia incamerato cautela preferendo non rischiare in prima persona. Purtroppo ciò ha reso il molisano accomodante e servizievole, raramente rischia in prima persona e questo ha come eco anche il placido scorrere della regione, un terra bellissima dai forti caratteri orografici, fatta di tradizioni e uomini chiusi, aimè, in quello stesso scrigno paesaggistico.

Qual è la ‘filosofia’ dei Vòria?

  La filosofia dei Vòria è il divertimento frammisto alla cultura che un’artista deve imporsi di trasmettere. Tradizione deriva per l’appunto dal latino medievale ‘tradere’: trasmettere.

Se anche l’uomo poeta, scultore, musicista dovesse vendersi alla politica, allora nessuno potrebbe più chiamarsi alternativa, questo deve essere categorico per ogni artista.

La musica e le parole in musica trasmettono e uniscono in un sentire comune. Fare uno spettacolo in cui dietro una tarantella ci sono anche dei contenuti, perché la tarantella stessa rappresenta una parte delle nostre radici, significa poter dire la propria; lasciare il segno musicale e verbale allo spettatore, avergli fatto portare a casa un qualcosa, un pensiero bello in più sul quale ragionare per poter reagire.

Noi crediamo in questa terra, la amiamo in modo viscerale… ed anche se talvolta qualcuno nel pubblico fraintende dicendo che bastoniamo un po’ troppo il Molise e la sua gente, la nostra filosofia è invece l’opposto, ovvero quella di svegliare le coscienze sopite… un pò più Sanniti, un pò meno MoLLi-Sani, perché Sani lo siamo, ma troppo MoLLi per un Europa in progress…

Perché ‘MOLLISANI’?

Inutile ribadire il concetto… cerchiamo solo di cooperare per una crescita del Molise, ma in maniera qualitativa, ragionata… senza affannarsi dietro la legge dei grandi numeri… il Molise è per pochi eletti, per chi davvero sa cogliere l’essenza del carattere montano di questa terra e dei suoi abitanti. Ci auguriamo di togliere presto che seconda “S” che si è aggiunta nei secoli per tornare Molisani.

Quali sono i prossimi eventi e progetti futuri?

  Siamo appena rientrati dal Piemonte dove abbiamo eseguito un bellissmo concerto presso il Teatro Murialdo di Torino. Dico bellissimo perché è quello che ci ha detto il pubblico, dico bellissimo perché sul link del teatro il direttore artistico ha lasciato questo post:Spettacolo di teatro-musica emozionante, divertente e di elevato valore culturale“.

  … siamo contenti di quello che abbiamo creato e che lo spettacolo sia apprezzato fuori dai confini regionale e da stimolo per il futuro…

Oggi i Vòria suonano in quartetto con Walter Santoro (voce narrante e tamburi a cornice), Giuliano Gabriele (voce e organetto diatonico); Lucia Cremonesi (viola e lira); Maria Folchi (danza).

  Quanto al futuro, siamo alle prese con uno spettacolo di respiro nazionale. Prenderà il nome di RES PUBLICA, Cicerone docet: “La res publica è cosa del popolo; e il popolo non è un qualsiasi aggregato di gente, ma un insieme di persone associatosi intorno alla condivisione del diritto e per la tutela del proprio interesse”.

ed è così che si racconterà dell’Italia, da Nord a Sud, dei luoghi comuni e dei non-luoghi, delle genti e dei mutamento di paesaggio attraverso il consueto stile Vòria: foto, letteratura, monolghi, filmati d’epoca e tanta tanta musica world !!!! LATCHO DROM Vòria, LATCHO DROM !!! “

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