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Soul’s Fire: il sogno musicale condiviso con i fans

2 febbraio 2017 Musica & News


A Vicenza c’è una band emergente che ha un piccolo grande sogno: quello di registrare un disco. Parliamo dei Soul’s Fire, un gruppo dal genere sound stile Vasco Rossi o i Litfiba.

La band nasce nel gennaio 2012 da un’idea del chitarrista Andrea Scarozza e rientra nel genere musicale del rock italiano. Nel corso degli anni è cresciuta sempre più fino a diventare quello che è oggi, i Soul’s Fire con Enrico Ometto, alla voce, Andrea Scarozza e Andrea Pirocca, alla chitarra, Alessandro Camerra, alla batteria e Alfredo Bonetto, al basso.

 

Da ‘Prigioniero d’Amore’, passando per ‘Tempesta’ e arrivando a ‘Volo con te’, questi alcuni dei brani inediti dei Soul’s Fire che sperano di registrare un disco ma, impossibilitati ad affrontare le ingenti spese, chiedono ai loro fans di condividere questo sogno attraverso il canale web Music Raiser.

Su questa piattaforma digitale dal 21 dicembre 2016, fino a domani, 3 febbraio 2017, è iniziata la maratona per la raccolta fondi per sostenere il sogno dei Soul’s Fire: prenotando una copia del disco o versando quote di diversa importanza, si aiuta la band rock a raccogliere i fondi necessari per incidere un disco. Ma anche il supporto durante le serate live è ben gradito dal gruppo vicentino.

Sono proprio i Soul’s Fire a parlarci di loro.

Raccontateci brevemente la vostra storia: come nasce il vostro gruppo, passando per i momenti più importanti della vostra carriera.

I Soul’s Fire nascono nel gennaio 2012 su idea del chitarrista solista Andrea Scarozza, il quale cerca componenti per formare una band che richiami le sonorità delle band degli anni 80’, come Vasco Rossi, Cult, Scorpions e Litfiba. Il progetto inizia subito a produrre brani inediti, e dopo diverse esibizioni dal vivo, la finale del Vicenza Rock Contest, e qualche aggiustamento di formazione decide di riscrivere i testi in italiano: forti di questa svolta, ed inaspettati debutti, stiamo preparando diverse grosse date ed obbiettivi, partendo della registrazione della prima demo ufficiale, available gratis su sound cloud!

Qual è l’esperienza formativa che più ha contribuito alla vostra carriera?

È stata quella di avviare la campagna della raccolta fondi su MusicRaiser!

Proponete solo testi inediti?

No, abbiamo deciso da poco di inserire anche tre cover in repertorio ma abbiamo talmente tante idee ed energie che facciamo fatica a trovare il tempo da dedicargli.

Qual è la vostra maggiore fonte di ispirazione?

L’esperire quotidiano, però quando si avverte energia, romanticismo e/o magia nelle cose, nelle situazioni.

Gli artisti che ascoltate e che stimate?

Temiamo sarebbe una lista interminabile ma giusto per accennarne qualcuno potremo dire Vasco Rossi, Litfiba, Scorpions, Cult.

Il sogno nel cassetto?

Si comincia anche sognando di diventare artisti di fama internazionale, identificandosi con i propri idoli. Ma con qualche anno in più il sogno vero sarebbe avere un progetto che garantisca un buon numero di date annue con un buon cachet medio, magari ottenuto tramite un’onesta agenzia di booking!

Il vostro “pezzo migliore”, quello che vi rappresenta al meglio?

Crepuscolo. Questo brano ha un atmosfera notturna e potrebbe ricordare “Ti sento” dei Matia Bazar. Descrive la spinta che muove alcuni ad una continua ricerca di qualcosa (o qualcuno) senza sapere bene di cosa (o di chi) si tratti.

Quello che invece piace di più al vostro pubblico?

Incubo: questo pezzo descrive, raccontando un episodio divertente ed estremamente comune, la classica ‘figura di m….’ che a volte capita e che scatena un imbarazzo tale che si vorrebbe solo sprofondare.

Progetti per il futuro?

Release party del primo disco!

Cosa dovrebbe fare, secondo voi, il mercato della musica italiana per valorizzare i giovani musicisti emergenti?

Sarebbe simpatica una radio FM di soli artisti emergenti, un sindacato degli stessi magari capeggiato anche da qualche big, o l’interesse, da parte di chi manovra il mercato ad alti livelli, ad investire ed influire nell’ istruzione musicale dei cittadini italiani, in modo da poter proporre per lo più HITS di musica leggera di qualità.

O dovrebbe semplicemente avere il coraggio, l’interesse e la lungimiranza di evolversi in forme più simili a quelle d’oltralpe, invertendo una piramide di attenzione e guadagno che non é assolutamente meritocratica, come nel caso della ripartizione SIAE denunciata anche su Report. Sarebbe ormai anche ora di rinnovare la tradizione, ormai trita e ritrita, del languido bel canto italiano, stracarico di melodie melense e testi connotati da nostalgici amori persi o cominciati. Lo stato stesso dovrebbe patrocinare il ricchissimo patrimonio musicale, al pari di quello architettonico, unico al mondo,invidiato ed esportato, potrebbe ricavarne guadagno e prestigio non trascurabile.

Per seguire i Soull’s Fire, di seguito trovate i loro canali web:

www.soulsfire.it

https://www.facebook.com/soulsfireband/app/109849065805705/ .

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