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Project–To Riccardo Mazza

Elettronica, cinema, libri: tutto questo è Project–To, parola di Riccardo Mazza

30 gennaio 2017 Musica & News


È una band mossa da uno spirito sperimentale che cerca di creare una unione tra musica elettronica e arte contemporanea. Parliamo dei Project-To e delle loro ricerche sonore che abbracciano la musica, il cinema, la televisione ed i libri.

 

Un lungo percorso nato con il leader del gruppo, Riccardo Mazza che già negli anni ’80 cominciava le sue sperimentazioni del suono per arrivare ad oggi, insieme a Laura Pol, fotografa e video maker, e Carlo Bagini alle tastiere, figlio del jazz e della musica classica.

Un gruppo che non si definisce in un genere ben preciso ma che studia la musica, il suono spazializzato e  gli algoritmi matematici. Un gruppo che spera, per il futuro della musica italiana, meno ‘talent show’ che bruciano il talento in qualche apparizione televisiva senza scovare le vere capacità musicali dei giovani.

 

A raccontarci i Project-To, Riccardo Mazza:

Raccontateci brevemente la vostra storia: da chi è formata la band, come nasce, il genere musicale che proponete e i momenti più importanti della vostra carriera?

La mia storia musicale inizia verso la metà degli anni 80 quando lavoravo su produzioni in stile elettronico-pop-progressive mentre per proseguire poi, verso la fine degli anni 90’, all’EDM come producer e sound engeneer lavorando per alcune etichette discografiche dell’epoca. Negli anni 2000 ho iniziato una serie di ricerche sonore partendo dalla sperimentazione sul suono spazializzato per proseguire con sperimentazioni nel campo della psicoacustica realizzando librerie sonore sperimentali, come la Renaissance sfx library, raccolta sonora per il cinema e la televisione spazializzata in Dolby Surround. Ho lavorato poi allo sviluppo di algoritmi matematici interattivi che ho utilizzato per lo più per installazioni artistiche.

Dal 2006 fino al 2015 mi sono dedicato principalmente alla progettazione di percorsi di tipo immerso emozionale in ambito museale ed è in quegli anni che ho incontrato Laura Pol che si occupava di fotografia e video per mostre e musei. Nel 2015 abbiamo deciso di dar vita ad un progetto nuovo sperimentale che riportasse la musica live al centro dell’interesse, interagendo anche con il visual e così abbiamo iniziato a lavorare al progetto, io per le musiche e Laura per i film, con anche l’idea di creare delle performance che trasformassero lo spazio in cui vivono generando situazioni differenti ad ogni esibizione. Carlo Bagini, che arriva dalla musica classica e dal jazz e che conoscevo già da tempo, si è poi unito al collettivo e il suo apporto si inserisce soprattutto nel contesto live.

 Qual è l’esperienza formativa che più ha contribuito alla vostra carriera?

Penso che arrivando ognuno da esperienze differenti, sia stata proprio l’interazione tra diversi linguaggi a generare e formare l’esperienza Project-TO. Soprattutto il visual che, interagendo dal vivo con la musica e i suoni, permette di costruire esperienze immersive in continua evoluzione. Questo nostro progetto, grazie alla complessità di linguaggi, ci sta portando anche ad una serie di esperienze collaterali. Ad esempio stiamo preparando una performance insieme ad un disegnatore e ad uno story teller sulla parabola di Syd Barrett e che presenteremo nell’ambito del festival cinematografico internazionale Seeyousound 2017 qui a Torino.

Qual è la vostra maggiore fonte di ispirazione?

Ci è piaciuto molto il lavoro “Further” dei Chemical Brothers del 2010. Un progetto che si è sviluppato in parallelo con una video story. Abbiamo trovato molto interessante il concetto di fondere il suono con l’immagine attraverso una storia che legasse tutto il lavoro, e siamo partiti da lì per sviluppare poi il progetto con la nostra visione. Devo dire che Project-TO e la sua idea di base debba molto a quel progetto.

Gli artisti che ascoltate e che stimate?

Mi piace moltissimo l’elettronica sperimentale come quella di Alessandro Cortini, Alva Noto o Ash Koosha. In particolare stimo moltissimo Cortini, trovo che possa essere a livello degli autori classici. Però ascolto anche un certo genere di Techno, specialmente quella più autoriale, come ad edempio Not Waving, Powell o Flug dai quali anche nelle mie produzioni traggo ispirazione. Il mio strumento base è la batteria, sono un ritmico e non riesco comunque a rinunciare del tutto al beat.

Il sogno nel cassetto?

Mi piacerebbe riuscire davvero a trovare uno stile ed un linguaggio sempre più vicino all’arte contemporanea, che possa allargarsi in modo da far crescere il progetto anche internazionalmente, sempre però rimanendo nell’underground e mantenendo lo spirito sperimentale che contraddistingue il nostro lavoro. La nostra ambizione è proprio quella di riuscire a trovare un punto di bilanciamento tra i due mondi portando il nostro live in ambiti più strettamente culturali, come all’interno di gallerie d’arte o di musei e contaminare così la cultura della musica elettronica, che attira molti giovani e non solo, con altre forme d’arte della nostra cultura.

Il vostro “pezzo migliore”, che a vostro avviso vi rappresenta al meglio?

E’ una questione sempre dibattuta … E la cosa mi diverte perché significa che ci sono più anime dal punto di vista della sensibilità musicale. Ad esempio il pezzo che preferisce Laura è “Look Further”, mentre io sono molto legato a “Ya-Ho”, con la nostra Agency la Blob Agency invece abbiamo stabilito che “I-Hope” era il pezzo giusto per il singolo. Carlo Bagini invece adora “Roger”…

Quello che invece piace di più al vostro pubblico?

Difficile da dire, perché il progetto è molto nuovo e stanno succedendo molte cose in questo periodo. Penso però che “I-Hope” abbia il giusto tiro, ed è anche il brano di apertura del live.

Progetti per il futuro?

Stiamo preparando un Live molto importante che terremo a Verona al Mercato Vecchio il 10 febbraio nell’ambito di “Verona In Love”, dove proietteremo direttamente sulle facciate dei palazzi e poi abbiamo una serie di date che sono ancora in line up. Sul nostro sito www.project-to.com e sulla pagina Facebook o su quella della nostra agenzia www.facebook.com/BlobAgency ci saranno a breve tutti gli aggiornamenti.

Cosa dovrebbe fare, secondo voi, il mercato della musica italiana per valorizzare i giovani musicisti emergenti?

Penso che si debba tornare all’autorialità cercando di valorizzare di più gli autori e non solo gli interpreti. Molti talent consumano il talento dei giovani nell’esibizione fine a se stessa, nel fenomeno momentaneo che spesso si conclude in un paio di apparizioni televisive, mentre forse ci si dovrebbe indirizzare verso la ricerca di talenti che esprimano in modo originale la propria arte, scrivendo brani e testi originali. Solo così, secondo me, si può pensare di promuovere una carriera.7

 

Prossimamente a Verona con un live, intanto per tutti gli appassionati e i curiosi, potete seguire i Project-To presso questi canali web:

 

Official Website www.project-to.com

Fanpage https://www.facebook.com/projectto/

Press Office / Promotion www.facebook.com/BlobAgency

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