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Oscar dello Sport 2017: vittoria per Bebe Vio. “Amo le mie protesi e le cicatrici”

16 febbraio 2017 Sport


A soli 19 anni, Beatrice Vio, detta Bebe, è davvero una vincitrice della vita. Non solo una ragazza che ogni giorno convive con l’amputazione degli arti che ha subìto ma una atleta pluripremiata.

Ricordiamo di lei il bellissimo sorriso nel selfie con Obama, presidente uscente degli Stati Uniti, quando è stata invitata alla Casa Bianca, trasgredendo così il rigido protocollo di ‘bon-ton’, con la vivacità dei suoi giovani anni.

Questa volta per lei arriva l’Oscar dello Sport con i Portsperson of the Year with a Disability durante il corso de i Laureus World Sports Awards, incoronando Bebe Vio come l’atleta paraolimpica mondiale per l’anno 2017.

La cerimonia degli Oscar dello Sports si è tenuta nella Salle des Etoiles, a Montecarlo, il 14 febbraio. A presentare in grande stile, l’attore, Hugh Grant. Tra gli ospiti della serata c’erano Usain Bolt, Michael Phelps e Bebe Vio, in un bellissimo abito lungo, rosso Valentino.

BEBE E L’OSCAR DELLO SPORT

Nel corso della serata sono arrivate due standing ovation: una con il principe Alberto di Monaco, ed una quando Bebe Vio è stata premiata dal giocatore Alessandro Del Piero.  Ha così primeggiato la campionessa nella categoria Atleti con disabilità.

Una emozionata Bebe ha ricevuto il riconoscimento ed ha rivolto il suo ringraziamento, commuovendo tutta la platea: “Dedico questo premio alla mia squadra di scherma, alla mia famiglia e all’Italia” ha detto la diciannovenne lanciando un messaggio di coraggio molto intenso: “Alzatevi. Fate qualcosa. Nella vita bisogna lottare sempre”.

GLI ATLETI PARAOLIMPICI: UN ESEMPIO PER TUTTI

Bebe nel suo abito rosso ha brillato per tutto il corso della serata. A commentare la sua vittoria, Luca Pancalli, presidente del Comitato Paraolimpico Italiano: “Il premio conferma la forza e le grandi capacità di questa atleta. Bebe è ormai ambasciatrice nel mondo dei valori della grande famiglia paralimpica italiana. Siamo dunque orgogliosi di questo suo ennesimo traguardo”.

Questa la soddisfazione espressa da Pancalli che prosegue: “Si tratta, allo stesso tempo, di un riconoscimento alla mission del movimento paralimpico italiano e del CIP, che da sempre lavorano per il raggiungimento degli obiettivi che sono propri del movimento paralimpico internazionale. Bebe Vio, insieme ad altri atleti paralimpici, sta dando un contributo importantissimo nel cambiare la percezione che la società ha della disabilità”.

BEBE, VINCITRICE NELLO SPORT E NELLA VITA

La giovane atleta veneziana, classe ’97, all’età di 11 anni è stata colpita da meningite che le ha provocato l’amputazione di braccia e gambe. Le protesi, però, non hanno frenato quella passione per la scherma che ha coltivato fin da piccola.

Una ragazza con la grande maturità di chi combatte ogni giorno: “Sono felice perché il 97% delle persone che hanno avuto quello che ho avuto io, sono morte” invece Bebe è viva e vince.

Nasce cosi la APT 4 SPORT, la Fondazione che Bebe crea con i suoi genitori per poter aiutare tutti i ragazzi disabili come lei e acquistare le attrezzature necessarie per fargli fare sport.

Io amo le mie protesi, rappresentano quello che sono: 50 e 50, mezza donna e mezzo robot. E amo le cicatrici, sono la mia normalità” , queste le parole di Bebe, da oggi miglior atleta paraolimpica al mondo.

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