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Luigi Farinaccio: l’emozione di una canzone e il fascino di una chitarra live

20 marzo 2017 Concerti & Teatri Tour Musicali


Un elogio spassionato a Radiolocaliditalia.it: “In un periodo di impoverimento culturale dove vige il monopolio dei talent che sfornano talenti che durano il tempo di una stagione, per essere subito riciclati, la diffusione della cultura musicale ormai è affidata solo a persone che lavorano  con tanta passione, all’interno di piccole Web TV, Web Magazine e Radio indipendenti, proprio come voi di “Radio Localiditalia.it”.

A parlare è il giovane cantautore molisano, Luigi Farinaccio, paroliere e musicista in tour con il suo album ‘Tempo imperfetto’ e da poco selezionato per le audizioni delle semifinali in ‘Sanremo Rock 2017’.

È lui a raccontarci l’emozione che si prova scrivendo una canzone, il fascino che si subisce ascoltando una chitarra live.

Quando cominci a coltivare l’amore per la musica?

“Posso confidarti con molto piacere che quando ero bambino, restavo sempre incantato dalle orchestre e dai cantanti che venivano a suonare nella piazza nel mio paese (Gildone), durante le feste patronali estive, quelle emozioni, sicuramente hanno fatto nascere dentro di me la curiosità di voler captare la bellezza delle note e mi hanno spinto a studiare chitarra in Conservatorio intorno ai 14 anni.  Poi nel corso degli anni ho sentito sempre più l’esigenza di cimentarmi nel creare qualcosa che fosse musicalmente mio”.

Ci racconti il tuo percorso artistico?

“Le mie canzoni sono rimaste a lungo nei cassetti della mia scrivania ma analogamente hanno riempito anche i cassetti della mia anima, nel senso che sono riuscite a tenermi vivo! Non si vive di solo pane!!!

Le canzoni (a prescindere dal successo) hanno il potere di regalare emozioni, non ti tradiscono mai, da esse ho sempre attinto la forza per andare avanti e superare le difficoltà della mia vita. Le canzoni mi hanno infuso il coraggio per non smettere mai di credere nei miei sogni, spingendomi ad andare oltre rispetto a ciò che funziona al momento!

Attualmente sto portando in giro l’album “Tempo imperfetto”, posso dire con soddisfazione che dopo circa 3 anni dalla sua uscita, ha registrato buoni consensi, infatti tra un po’ tornerà in ristampa!  Parallelamente sto lavorando al prossimo album che dovrebbe uscire l’anno prossimo e questo mi sta riempiendo ogni giorno di nuove parole da dire, nuovi spunti per far riflettere.”

Per un’artista emergente, com’è la gavetta musicale in Molise?

“Ci sono delle evidenti difficoltà dovute in primis alla crisi culturale che stiamo vivendo. C’è un panorama precario che non fa riferimento solo all’interno dei nostri confini regionali.

Ci sono sempre meno risorse per la cultura, inoltre i  locali che magari potrebbero dare visibilità a band ed artisti, in realtà raramente organizzano delle programmazioni live e spesso anche la TV  gioca un ruolo negativo, sfornando a ciclo continuo ogni 4 – 5 mesi personaggi, che poi causa forza maggiore, verranno soppiantati da quelli che arriveranno nella prossima stagione. La musica è intrecciata con la televisione a tal punto da diventarne un surrogato!

In merito a ciò Red Ronnie ci ha regalato una profonda riflessione che ha suscitato un grosso clamore sul web, dichiarando che “Il monopolio dei talent è disumano, i ragazzi che escono fuori da questi programmi sono drogati dal falso successo, prima si ritrovano a duettare con star della musica e poi a suonare e cantare nei centri commerciali, sono come delle cenerentole che salgono su una carrozza e allo scoccare della mezzanotte si ritrovano solamente con una zucca”.

Io credo che in questo contesto musicale, molti cantautori degli anni 70,  oggi giorno non avrebbero avuto nessuna possibilità di emergere!

Comunque aldilà di tutto, il fascino di acquistare una chitarra o un qualsiasi altro strumento musicale e suonare la propria musica, è un emozione impareggiabile che non potrà mai scomparire.”

Quando ti riscopri cantautore?

“Credo che quello che faccio rappresenta ciò che sono, lo porto avanti con passione e con amore. Io sono nato in Belgio, ho vissuto lì sino all’età di cinque anni, poi i miei genitori hanno deciso di rientrare in Italia. Se fossi rimasto in Belgio, senza alcun dubbio, avrei fatto la stessa cosa e sicuramente avrei avuto più opportunità per proporre la mia musica! In Belgio, Olanda, Germania, Francia, Svizzera e paesi dell’Est Europa, gli artisti Italiani sono ben voluti, vendono i loro cd e fanno molte date; l’anno scorso sono stato ospite in diversi programmi radiofonici in Belgio, come ad esempio:  “Brussellando” in diretta su “Radio Alma Bruxelles”, alla luce di questo, mi sono reso conto che gli speakers/deejay  sono entusiasti di trasmettere musica italiana, anche quella degli emergenti, cosa che da noi non esiste! Qui i  grossi network che hanno realmente in mano il potere di far arrivare una canzone al grande pubblico, non si divertono più a scoprire nuovi talenti, si sono trasformati praticamente in aziende che passano solo gli artisti con cui hanno già firmato in esclusiva contratti di edizione o di produzione, quindi promuovono solo gli artisti del proprio roaster da cui possono avere riscontri economici immediati, il risultato è sotto gli occhi e nelle “orecchie” di tutti: un bombardamento continuo dei soliti venti brani! Purtroppo se una canzone non va in radio, la gente non la sente  e quindi non può sapere che tu esisti!

La diffusione della cultura musicale ormai è affidata solo a persone che lavorano  con tanta passione, all’interno di piccole Web TV, Web Magazine e Radio indipendenti, proprio come voi di “Radio Localiditalia.it”.”!

Come nascono le tue canzoni? Cosa t’ispira?

“Non c’è una regola fissa, a volte mi viene in mente un giro di chitarra che crea un atmosfera particolare, sul quale sento a pelle che ci stanno bene delle parole che avevo già dentro di me!  aspettavano solo il momento giusto per saltare fuori e magari riescono a dare l’input giusto per strutturare il brano! in quel momento ti senti un po’ come un vulcano! stai svuotando un pieno di sensazioni che avevi dentro … ti senti vivo.

Una nuova canzone è come una nuova tappa di un viaggio dell’anima e questa cosa mi affascina sempre!

A volte prendo spunto da tematiche sociali, oppure da esperienze che ho vissuto! ma non necessariamente si tratta di cose autobiografiche. Tuttora le mie canzoni nascono sempre con la chitarra, mi piace quando un pezzo sta in piedi già solo chitarra e voce, l’unplugged ha una magia particolare! Poi quando si va in studio, naturalmente ci si interfaccia con il computer e tutte le tecnologie digitali, per capire quale strada prenderà l’arrangiamento del brano, quindi con la complicità di un produttore artistico si butta giù una sorta di pre- produzione, per poi valutare il tipo di sonorità che i vari musicisti andranno ad imprimere al brano.”

Un cantautore è più un poeta o più musicista?

Innanzi tutto credo che troppo spesso si abusa del termine “poeta” per definire un cantautore!

In termini sostanziali, un poeta si esprime avvalendosi unicamente della parola, quindi affida ai suoi versi il 100%  della sua comunicazione per arrivare al sogno … al surreale …! Nelle canzoni il peso specifico delle parole è del 50% , naturalmente l’altro 50% è dato dalla musica, inoltre il testo di una canzone, in qualche modo è legato a tecniche espressive diverse dalla poesia, poiché verrà cantato!  quindi per poter rimanere impresso nella memoria dell’ascoltatore si avvale di strofe e ritornelli!

Poi è chiaro che quando sei di fronte a mostri sacri come ad esempio De Andrè, Fossati, Bob Dylan, Neil Young, Bruce Springsteen o Leonard Cohen,  ti accorgi che c’è qualcosa in più del saper incastrare sapientemente testo e musica, qui e in pochi altri casi possiamo parlare di “poesie che corteggiano la musica!”

A quale canzone sei più legato a livello emotivo?

“Far arrivare un brano al pubblico è una grande soddisfazione, perché attraverso le tue note e le tue parole, trasmetti un po’ del tuo mondo, della tua storia, di ciò che sei. Poi è il pubblico che eventualmente stabilisce se c’è un brano a cui è più legato”.

Quali sono i lavori in cantiere per il futuro?

“Recentemente sono stato selezionato tra gli artisti del Centro- Sud Italia che accederanno alle audizioni per le semifinali di “Sanremo Rock” 2017,  storico concorso nazionale giunto alla XXX° edizione, aperto a tutti gli artisti pop- rock, indie e band italiane emergenti! Sicuramente sarà un grande momento di incontro musicale, una vetrina nazionale di confronto e di crescita professionale. Io avrò il piacere di suonare domenica  2 aprile a Roma presso il club “Fonclea Pub” accompagnato dalla mia band, composta da Giovanni Spina alla batteria e programmazioni, Walter Zeolla alla chitarra elettrica e Marco Spina al basso.

Inoltre il 26 marzo sarò ospite a Isernia, in occasione di un evento dedicato alla donna:  “Donna Diamante” che si svolgerà presso il nuovo Auditorium Comunale”.

L’album “Tempo imperfetto” di Luigi Farinaccio è distribuito su tutti i digital store, in streaming su Spotify ed è possibile ordinarlo anche direttamente dal sito: http://www.luigifarinaccio.com/ .

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