On Air
18esimo Programma Only posh music for your ears.
Home
  • Home
  • Hotel Rigopiano, un mese dopo: una serie tv sulla tragedia

Hotel Rigopiano, un mese dopo: una serie tv sulla tragedia

18 febbraio 2017 News


‘La valanga’: questo il titolo della prossima fiction che dovrebbe andare in onda su Canale5 il prossimo gennaio 2018, ad un anno dalla tragedia del Rigopiano. Una miniserie in 4 puntate da 50 minuti ognuna che vuol raccontare i fatti accaduti lo scorso mercoledì 18 gennaio 2017 in uno degli alberghi più importanti dell’Abruzzo e più rinomati d’Italia.

Ad un mese esatto dal dramma, ad annunciarlo è l’amministratore delegato della società di produzione TaoDue Film, Pietro Valsecchi che ha parlato di una fiction sulla tragedia del Rigopiano vista come una opportunità storica e di informazione, nonché un’indagine giornalistica.

Stando, invece ai rumors, molti vedono nella scelta di Valsecchi un lucrare sul dolore per fini commerciali. Dal canto suo, il capo della società di produzione rimanda al mittente le accuse e continua a lavorare per la ricerca dei tecnici di produzione e del cast per dar via alle riprese il prossimo settembre.

TRAGEDIA RIGOPIANO: UN MESE DOPO

Ben 29 persone su 40 presenti nel Hotel Rigopiano hanno perso la vita mercoledì 18 gennaio 2017. L’albergo è stato travolto da una slavina che, intorno alle ore 16.50 si è staccata dal Gran Sasso con una forza pari a 4 mila tir carichi e si è abbattuta sulla struttura distruggendo tutto.   L’allarme è stato dato alle ore 17.08 dal cuoco Giampiero Parete che, per fortuna, nel momento dell’incidente era fuori dall’albergo, insieme ad un altro dipendente del Hotel. Per una serie sciagurata di coincidenze e errori, su cui si sta indagando, la macchina dei soccorsi si è messa in moto solo alle ore 19.08.

L’avvocato della famiglia di Stefano Feniello ha infatti reso noto che il ragazzo aveva inviato l’ultimo messaggio ad una chat di amici alle 16.48: “Stiamo ancora aspettando lo spazzaneve e non sappiamo se riusciremo a partire questa sera”. Sul cellulare non è mai giunta la risposta inviata da un amico alle 16.49 e ricevuta, invece, da tutti gli altri.

Una forza della natura così forte che ha raso al suolo uno degli Hotel più conosciuti e rinomati d’Italia. Una difficoltà enorme anche per i soccorritori che si sono trovati di fronte il nulla, un edificio inesistente seppellito dalla neve. Ore ed ore di lavoro, giorni interi passati a scavare tra le macerie, i detriti e ciò che restava del RigoPiano per estrarre gli 11 superstiti.

FAMILIARI DELLE VITTIME: ‘NO’ ALLA SERIE TV SU RIGOPIANO

Disaccordo per la fiction viene espresso dalla famiglia del 29enne Stefano Feniella, anche lui vittima della slavina del Rigopiano. Attraverso il loro legale, dicono ‘no’ alla serie televisiva: “Apprendiamo con enorme stupore che la casa produttrice Taodue ha in programma di realizzare una fiction televisiva sulla tragedia di Rigopiano. Stupore dettato, soprattutto, dalle tempistiche: a nemmeno un mese dal fatto, c’è già chi pensa a trasformare un dramma di tali proporzioni in una serie tv. Leggiamo, inoltre, che le riprese inizieranno a settembre per andare in onda a gennaio 2018 e che addirittura stanno già lavorando al progetto, con ‘il supporto e il coinvolgimento di chi ha vissuto in prima persona questa vicenda: superstiti, famigliari delle vittime, soccorritori'”.

La giustificazione di una fiction che serva a ricostruire la vicenda, non convince affatto i familiari: “La verità dei fatti la sapremo solo quando si saranno celebrati tutti i gradi di giudizio, non certo dopo aver visto una serie televisiva scritta all’indomani della tragedia”, conclude il legale della famiglia Feniello.

RIGOPIANO SIMBOLO DELL’ITALIA CORAGGIOSA

Dal canto suo Valsecchi parla di una produzione che da un lato vuol omaggiare il lavoro dei soccorritori ma al contempo far luce sui fatti: Vorrei specificare che era da tempo che stavo pensando di raccontare il lavoro di chi fa parte della macchina dei soccorsi (Protezione Civile,  Vigili del Fuoco, Carabinieri, Guardia di Finanza, Soccorso Alpino, volontari, personale medico e paramedico) volto dell’Italia migliore e dall’altro fare chiarezza sulla vicenda e ripercorrere la memoria storica dell’evento storico”.

Così spiega la sua posizione: Vogliamo mostrare la storia di un’Italia diversa da quella di cui siamo abituati a leggere sui giornali, fatta di coraggio invece che di corruzione, di speranza invece che di rassegnazione. Una storia che crediamo sia giusto ricordare perché la memoria è un dovere che passa anche attraverso i film”.

Insomma la televisione e il cinema come memoria storica: Credo che i film e le serie che ho realizzato parlino per me. Se si rispetta la verità si rispetta anche la memoria delle vittime” ha poi aggiunto, sottolineando come l’obiettivo della serie sia “mostrare lo spirito di sacrificio e il coraggio di tantissime persone che, in condizioni proibitive, rischiando la loro stessa vita, non si sono risparmiate, lavorando senza tregua per salvare anche l’ultimo dei sepolti sotto la valanga”.

Insomma un braccio di ferro tra i pro sciacallaggio e i pro informatori attraverso la televisione: un risultato che andrà in onda il prossimo 5 gennaio 2018.

Condividi su:

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *