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Gran Deposito Giuseppe Giusti: antichi maestri acetai

9 maggio 2017 Musica & News


Uno dei ‘made in Italy’ che meglio ci fa onore è l’aceto di Modena dell’azienda Giuseppe Giusti che ha locato il Gran Deposito in una frazione modenese, Lesignana lungo la Strada Quattro Ville. È in questo Grande Deposito che l’azienda custodisce preziosamente le antiche botti plurisecolari, tramandandole di padre in figlio per ben  17 generazioni. Con la cura per il dettaglio, l’amore per la ricerca del sapore, nasce l’antica acetaia di ‘Giuseppe Giusti’ tanto amata in Italia e all’Estero. Parliamo di un prodotto nato nel 1600, diventato rivenditore ufficiale del re Vittorio Emanuele III, multi premiato in Italia e all’Estero, tramandato di padre in figlio per 17 generazioni, ben 14 medaglie d’oro all’attivo ed una ‘formula d’oro’ che lo rende ancora l’aceto preferito sulle nostre tavole.

Dalla produzione alla commercializzazione il passo è breve e così ci sono esposizioni universali, fiere, e concorsi che contribuiscono a dare prestigio all’azienda Giusti.

STORIA DELL’AZIENDA

L’acetaia Giuseppe Giusti nasce nel 1605 come la più antica del modenese. Il fondatore fu proprio Giuseppe Giusti, il quale insieme alla sua famiglia era conosciuto in zona per la bravura nel lavoro della carne. Si specializzano, però, anche nella produzione di aceto balsamico diventando da subito i primi produttore del modenese e oltre. Dalla data di fondazione ad oggi, si sono susseguite ben 17 generazioni che si sono tramandate la passione e l’amore per questa produzione. Il successo Giusti, però, ha davvero una formula speciale messa per iscritto dallo stesso padre fondatore, quella che viene definita proprio una ‘regola d’oro’ basata sulla scelta della buona uva, insieme alla pazienza e il tempo per chiudere con una ottima qualità dei recipienti. Parliamo di botti costruite con legni diversi e di buona qualità perché più una botte è antica, più il risultato è garantito.

IL SEGRETO DELL’ANTICO ACETO DI MODENA

Ogni gran prodotto serba con sé un segreto di produzione. Quello dell’aceto Giusti, che cavalca l’onda del successo da ben 17 generazioni, non è assolutamente un segreto  ma è una regola d’oro non solo di dominio pubblico ma messa nera su bianco. Tre semplici passi e dettagli: buona uva, il tempo e la qualità dei recipienti. Fu infatti Giuseppe Giusti che nel 1863, in occasione dell’Esposizione Agraria di Modena, fissò per iscritto le regole d’oro per ottenere un “perfetto Aceto Balsamico: scelta delle uve, qualità dei recipienti e tempo”. Una testimonianza di valore storico, uno dei primi documenti esistenti che codificano i segreti dell’Aceto Balsamico e che è custodito, oggi, nel Museo di famiglia.

ACETO GIUSTI: MARCHIO REALE

Nel 1929 fu proprio il re d’Italia Vittorio Emanuele III ad apprezzare così tanto l’aceto modenese che lo rese rivenditore ufficiale del Regno. Fu questo un sigillo reale di qualità per gli Aceti Giusti. A dare unicità al prodotto è lo stesso marchio, un segno distintivo indelebile. La famiglia Giusti era solita riutilizzare le bottiglie di Lambrusco per mettere l’aceto. Questa pratica del riciclo continua ancora oggi e ha reso lo stile Liberty delle bottiglie, un marchio reale unico.

I PRODOTTI GIUSTI

I prodotti di casa Giusti sono tantissimi e sono divisi in categorie. Vi sono i ‘Classici’, i ‘Preziosi’, i ‘Condimenti’, la ‘Riserva di famiglia’, le ‘Creme’ e i ‘Giusti Gourmet’.

Prendiamo in esame i ‘Classici’ che si distinguono per essere tutti e cinque delle medaglie d’oro. Ci sono:

  • IL PROFUMATO CHAMPAGNOTTA che è l’aceto balsamico dal sapore intenso e persistente con un boutique di profumi di aromi, fatto con mosto di uva cotte e aceto di vino e lasciato ad invecchiare nelle botti francesi del 1900;
  • IL CLASSICO ha sentori di frutta dolce e matura che si unisce alla liquirizia e al pepe nero ed è ideale con pesce e carni bianche;
  • RICCARDO GIUSTI dal nome del suo fondatore il quale era solito regalare questa tipologia di aceto ai suoi parenti. Il sapore è quello del miele e della vaniglia ed è ideale per abbinarlo a pasta fresca ripiena, tagliate di carne, formaggi, frutta fresca di stagione e dessert;
  • IL QUARTO CENTENARIO nasce per celebrare quattro secoli di attività. È stato scelto dall’uva migliore e viene messo ad invecchiare in botti del ‘800 ed è ottimo con polenta e funghi o con primi piatti al sugo;
  • BANDA ROSSA è la punta di diamante dell’azienda che viene custodito in botti del 1600 – 1700. È un morbido bouquet di aromi fruttati e viene associato con pesce crudo, carpacci, formaggi stagionati, gelati di vaniglia e creme.

Per maggiori informazioni, cliccare il sito dell’azienda: qui.

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