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Giovani e cancro: la mostra fotografica di Milano

7 febbraio 2017 Arte Mostre


Il riscatto di ragazzi malati di cancro passa anche attraverso la mostra fotografica ‘Ri-Scatti, la ricerca della felicità’ organizzata dall’Istituto Nazionale di Tumori di Milano.

La collettiva, alla sua terza edizione, allestita nel Padiglione di Arte Contemporanea di via Palestro, è stata inaugurata il 3 febbraio e resterà aperta fino al 12 febbraio a Milano, dalle ore 9.30 fino alle 19.30 con ingresso libero. Protagonisti sono gli autoscatti dei 29 ragazzi, di età compresa tra i 14 ed i 27 anni, pazienti oncologici dell’INT e che fanno parte del Progetto Giovani dell’Istituto milanese. A sostenere il Progetto c’è la onlus Riscatti e il Comune di Milano, con il contributo di Tod’s.

Le istantanee esposte durante la mostra, infatti, saranno messe in offerta e parte del ricavato sarà devoluto a favore della realizzazione di nuove iniziative nell’ambito del Progetto Giovani, sostenuto dall’Associazione Bianca Garavaglia Onlus all’interno del reparto di Pediatria dell’INT.

TUMORI GIOVANILI IN MOSTRA: IL PERCHE’

La curatrice della mostra fotografica dell’INT è la fotografa Chiara Oggioni Trepolo, avvezza a mostre in cui si abbina l’arte alle tematiche sociali. È questo un modo per sensibilizzare la collettività, spesso di corsa e frenetica, alla riflessione su temi che ci circondano e a cui, purtroppo, prestiamo poca attenzione. Nel 2015 la fotografa, infatti, aveva reso protagonisti i senza tetto di Milano che si sono improvvisati fotografi. Lo scorso anno, invece, aveva allestito una mostra fotografica con protagonisti gli immigrati.

Per ‘Ri-Scatti, la ricerca della felicità’ propone gli autoscatti dei giovani malati di cancro che, esposte le loro paure, si mettono a nudo e cercano felicità, speranza e forza per combattere il male. Così ne vengono fuori foto di impatto emotivo fortissimo, come gli scatti di Sefora, paziente oncologica 18enne, che si toglie la parrucca e ‘si mette a nudo’.

RI-SCATTI, LA RICERCA DELLA FELICITA’’: COME SI E’ LAVORATO

I tre fotografi che hanno lavorato al progetto, Alice Patriccioli, Veronica Garavaglia e Donata Zanotti, hanno insegnato ai giovani pazienti ad usare la macchina fotografica e creare un progetto.

Tutto è basato sull’esternazione delle paure e delle speranze, sottolineando soprattutto il sorriso con cui affrontano il loro percorso di malattia.

Supporto medico per il progetto è stato dato dalla dottoressa Maura Massimino che evidenzia come ci si ammala anche in gioventù, motivo per cui la prevenzione non è mai troppa.

Fotografia e cancro vogliono dimostrare, in questo lavoro, che comunque il problema si affronta e la speranza del futuro esiste.

I TUMORI SI CURANO ANCHE CON L’ARTE

“Quando è nato il Progetto Giovani, avevamo ben in testa, con Maura Massimino, cosa volevamo costruire: un progetto dedicato ai pazienti adolescenti, per migliorarne gli aspetti clinici, ma anche per creare un luogo dove essi potessero ritrovare il senso delle cose normali della vita. Volevamo creare un modello di reale integrazione multidisciplinare, sviluppato oltretutto in un contesto di servizio sanitario pubblico”così parla il coordinatore del Progetto, Andrea Ferrari, oncologo pediatrico: “Credevamo di avere delle cose da insegnare a questi ragazzi, ma non esiste una ricetta che consenta di superare l’angoscia e la paura. Alla fine sono stati loro, i pazienti malati, a insegnare a noi. A insegnarci ad aprire le nostre orecchie, i nostri occhi, il nostro cuore. I nostri ragazzi, attraverso queste foto, ci hanno insegnato ancora una volta che ci sono storie meravigliose da raccontare, qui dentro al Progetto Giovani, qui nel mondo dove i ragazzi si ammalano di tumore. E noi dobbiamo semplicemente esserci per pensare a un futuro da progettare insieme”.

La parola va anche ad Enzo Lucchini, Presidente Istituto Nazionale Tumori – “Questa iniziativa si inserisce in un percorso che fin da subito, come Presidente dell’Istituto Nazionale dei Tumori, ho inteso valorizzare: la promozione dell’arte, in tutte le sue forme, come ‘medicina’ benefica sia per l’anima sia per il corpo dei nostri pazienti. L’eccellenza delle cure e l’alta professionalità dei nostri medici e collaboratori sono il presupposto dal quale, chiaramente, non possiamo prescindere per le migliori cure ai nostri malati. L’oncologia, però, oggi non può essere solo medicina e la ricerca del benessere deve andare oltre la terapia classicamente intesa. In questo senso anche l’arte può aiutare a sconfiggere la malattia, umanizzando la medicina e supportando il malato e i suoi familiari nell’affrontare i momenti più difficili. È con questo intento che, ad esempio, nel giugno scorso, siamo stati il primo ospedale italiano a realizzare una intera rassegna musicale sulla terrazza del nostro Istituto a favore dei pazienti. A Natale, sempre all’interno del Progetto Giovani, abbiamo lanciato la canzone ‘Palle di Natale’ che è diventata talmente virale da raggiungere oltre 6 milioni di visualizzazioni su YouTube. Tocca ora alla mostra fotografica. Osservo, orgogliosamente, che tutti questi eventi sono stati realizzati con risultati di altissima qualità artistica e ritengo ciò dipenda da una tensione costante verso il raggiungimento delle “vette dell’eccellenza”, propria dell’INT sin dal suo nascere, capace di trasferirsi a tutto ciò che si svolge al suo interno: in questo caso ai pazienti del Progetto Giovani, artisti dello scatto. D’altra parte stiamo parlando dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, dove è nata l’oncologia Italiana e che il Ministero della Salute classifica come primo Istituto Oncologico d’Italia senza tacere il fatto che la nostra oncologia pediatrica risulta essere il maggior polo presente in Italia e tra i primi in Europa”.

Insomma una mostra che, per chi è della zona o si trova a Milano, vale la pena di visitare.

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