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Facebook: scrivere con il pensiero. Entusiasmo o terrore?

21 aprile 2017 News


E se potessi scrivere direttamente dal tuo cervello? Questo il titolo dell’articolo comparso sul sito Recode.net che annuncia con entusiasmo l’ultima, rivoluzionaria novità in casa Facebook: scrivere con la forza del pensiero.

Un progetto che ha preso avvio e a cui sta lavorando un team di 60 scienziati. L’idea è di creare una videocamera che a 360 gradi sia capace di leggere nel pensiero e trasformarlo in parole. La nuova funzione di Facebook dovrebbe essere pronta tra un anno e si potranno scrivere ben 100 parole al minuto. Un nuovo passo in avanti nel cyberspazio di Facebook che entusiasma, alcuni, e terrorizza altri.

JARVIS: L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CREATA DA ZUCKERBERG

Una sorta di intelligenza artificiale così come Mark Zuckerberg, dopo un anno di lavoro, ha creato Jarvis, un robot/ maggiordomo.

Jarvis è un’applicazione che gli ricorda gli appuntamenti, gli augura il buongiorno e intrattiene la figlia. È un sistema che si collega a tutta la casa e che aiuta nelle faccende domestiche, apre e chiude le finestre di casa ed addirittura prepara i toast.

FACEBOOK E IL CAMBIAMENTO DELLA COMUNICAZIONE

I social incidono sulle mutazioni comunicative? Cambiano i rapporti sociali e la percezione cognitiva sensoriale?

Il caso Facebook fa riferimento al social network che, ad oggi, riscuote maggiore successo. Perché piace più degli altri social? Perché è Facebook il network talmente minimal nel layout, nella essenzialità dei contenuti, nella semplicità d’uso tanto da rendere incisiva l’idea di un gruppo alla pari dove tutti sono allo stesso livello della piattaforma. Non esistono differenze sociali: la pubblicazione dei post, resi pubblici e leggibili ai nostri amici e non, fornisce una visibilità completa in uguale a tutti gli utenti. La possibilità, inoltre, di commentare i post di altri utenti, personaggi pubblici o persone comuni, permette quel diritto di parola a “legioni di imbecilli”, come diceva il semiologo Umberto Eco, senza nessun tabù e spesso senza nessun senso critico.

L’aspetto non settoriale di Facebook lo rende un social del popolo che permette di socializzare e quindi rafforza il senso di appartenenza ad un gruppo, tutti elementi strategici che migliorano l’autostima degli utenti. Non meno importante è il tipo di comunicazione che offre Facebook di tipo sincrono ovvero immediato, rispetto a quella ‘asincrona’ data alla comunicazione tramite le e-mail.

Insomma questo del ‘leggere nel pensiero’ e tradurlo in post da pubblicare su Facebook, se spaventa alcuni entusiasma altri. Di sicuro si rivelerà un ottimo servizio per persone che hanno delle disabilità comunicative.

 

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