On Air
18esimo Programma Only posh music for your ears.
Home
  • Home
  • #Eutanasialegale: dj Fabo sceglie la libertà di morire

#Eutanasialegale: dj Fabo sceglie la libertà di morire

28 febbraio 2017 Musica & News


Non possiamo scegliere niente, siamo schiavi di uno Stato. Uno Stato che ci vuole schiavi, uno Stato che ci fa lavorare da schiavi. Uno Stato che anche nella morte ci vuole schiavi”. La schiavitù è quella di vivere in un Paese civile come l’Italia e non poter decidere di morire, di mettere fine alle proprie sofferenze. Così com’è accaduto a Dj Fabo che, costretto in un letto, tetraplegico e cieco da 3 anni, ha scelto di morire, ‘esule in Svizzera’.

CHI ERA FABIANO ANTONIANI

Classe 1977, il milanese Fabiano all’età di 7 anni evidenzia la passione per la chitarra, cominciando a frequentare una scuola di musica. Negli anni continuerà a coltivare questa passione, iscrivendosi al Conservatorio da dove, però, sarà espulso per via della sua indole troppo vivace.

Accanto alla musica, l’altra passione è per l’avventura e soprattutto per il moto cross. Un incidente, però, nel 2009 interrompe la sua voglia di gare e frena questo spirito avventuriero.

Si trasferisce per un periodo ad Ibiza dove rispolvera la passione per la musica e vive un colpo di fulmine con la consolle: diventa, così, Dj Fabo.

DJ FABO: L’AMORE PER LA MUSICA, LA PASSIONE PER I VIAGGI

La musica è vita, felicità e condivisione, quella la filosofia del giovane disk-jokey di Milano che amava l’house, il techno e proponeva nelle sue serate anche darkdeep hous e techhous. La sua passione e l’amore per le serate nei locali sono raccontate nella sua pagina Facebook: ‘Italia maniac dj Fabo’.

Così lo descrive il proprietario di uno dei locali dove suonava spesso: “Amava la musica, amava divertirsi. Nella sua casa al lago suonava sempre a tutte le ore. Comunque ha fatto una scelta dolorosa, per lui e per i suoi cari. Vivere in quelle condizioni era difficilissimo … E la sua è una scelta che condivido anche se è davvero dolorosa”

Il racconto di Dj Fabo passa anche nelle parole di dj Mastermax, all’anagrafe Massimiliano Malnati: “Lui lavorava alla Playa nel giugno 2013, nello stesso locale dove io lavoricchiavo ogni tanto. Mi ha raccontato che era stato all’estero e in India, e si era complimentato con me perchè avevo portato i ragazzi del mio corso di dj per farli esprimere davanti al pubblico”.

Suonare per gli altri mi rende felice” così parlava della sua passione questo dj un po’ “vivace e ribelle”.

L’INCIDENTE E LA PARALISI

La notte del 13 giugno 2014 alle ore 2.05, Dj Fabo ha un incidente devastante. Colpa di un telefonino caduto che ha cercato di recuperare, una distrazione fatale che lo porta ad invadere la corsia d’emergenza.

La sua vita cambia da quella notte. Dai viaggi fino alle serate in consolle, dj Fabo si ritrova a vivere in cambia e al buio perenne. Diventa cieco e tretaplegico. Ha necessità di assistenza 24 ore su 24. Respira con un ventilatore e mangia grazie ad un tubo che lo alimenta direttamente nello stomaco.

A rendere insopportabile la situazione sono dolori quotidiani di contrazione e contusioni midollari.

Dj Fabo, accompagnato sempre dalla sua fidanzata Valeria, ne ha provate tante per fino in India, alla ricerca di terapie per il suo stato. Ricerche che hanno portato al nulla, fino alla perdita della speranza che lo ha portato a desiderare la morte.

LA SCELTA DELL’EUTANASIA COME LIBERTA’ DAL DOLORE

Dj Fabo è in viaggio verso l’universo’ questo è l’ultimo post pubblicato sulla sua pagina Facebook. Fabo voleva interrompere le sue sofferenze in modo così determinato da rivolgersi anche al Presidente della Repubblica e chiedendogli di sollecitare l’iter in Parlamento per la legalizzazione dell’eutanasia.

“Fatti legare le mani e i piedi. Fatti bendare e resta così per una settimana. In questo modo capirai come sto vivendo io” queste le parole di Fabo che chiede un aiuto per mettere fine alle sue sofferenze.

Questo aiuto è arrivato da Marco Cappato, esponente dei Radicali e membro dell’associazione Luca Coscioni, fervente sostenitore del diritto all’eutanasia, che ha portato Fabo in Svizzera, dov’è morto. Oggi Cappato rischia 12 anni di carcere per ‘aiuto al suicidio’. “Chiunque determina altri al suicidio o rafforza l’altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l’esecuzione, è punito, se il suicidio avviene, con la reclusione da cinque a dodici anni”. Così recita l’articolo 580 del codice penale italiano.

Eppure uno degli ultimi messaggi di gratitudine di Dj Fabo, sono proprio per Marco Cappato: “Sono finalmente arrivato in Svizzera e ci sono arrivato, purtroppo, con le mie forze e non con l’aiuto del mio Stato. Volevo ringraziare una persona che ha potuto sollevarmi da questo inferno di dolore, di dolore, di dolore. Questa persona si chiama Marco Cappato e lo ringrazierò fino alla morte. Grazie Marco. Grazie mille

27 FEBBRAIO 2017: MUORE DJ FABO

È  arrivato a Pfaffikon sabato pomeriggio, dopo cinque ore di viaggio da Milano, nella clinica Dignitas. Con lui gli amici e la fidanzata Valeria, finchè non è arrivato il momento. All’età di 40 anni, Dj Fabo mette fine alla sua vita alle ore 11 del 27 febbraio 2017.

“Mettete la cintura di sicurezza quando siete in macchina”, queste le sue ultime parole prima di spegnersi per sempre.

Condividi su:

, ,

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *