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‘Er Monnezza amore mio’. Addio a Tomas Miliàn

24 marzo 2017 Musica & News


Tomas Quintìn Rodriguez Miliàn è scomparso ieri, 23 marzo 2017, all’ età di 84 anni nella sua casa di Miami, dov’era esule dal 1955. A stroncarlo un ictus.

Con Tomas Miliàn va via un altro pezzo di storia del cinema italiano, lui che con il noto e tanto amato personaggio del romanaccio ‘Er Monnezza’ ha fatto la storia dell’uomo comune italiano.

Come dimenticare le sue celebri battute, quelle di fronte a cui la maggior parte degli italiani si è sbellicato dalle risate. Er Monnezza che, nel suo modo di essere schiettamente volgare e poco raccomandabile, incarnava lo stereotipo dell’uomo comune: “Vòi scommettete che er giorno in cui la merda diventa oro, noi poveracci nasciamo senza er culo” diceva l’attore ne ‘La banda del Gobbo’. E via di risate e pomeriggi spensierati guardando i film polizieschi con ‘Er Monnezza’.

TOMAS MILIAN E LA GIOVENTU’ SOFFERTA

Un’infanzia e una gioventù tanto sofferta, quanto dolorosa per l’attore cubano. Suo padre era generale dell’esercito del dittatore Machado, quindi per forma mentis propenso al rigore e alla disciplina. Questa era l’educazione che voleva inculcare al giovane Tomas Milian che, per natura, aveva un carattere più brioso e ribelle. Arrivano, così, i primi conflitti e contrasti tra padre e figlio. La situazione familiare dell’attore precipita quando viene compiuto da Batista un colpo di stato e il padre di Tomas viene, prima incarcerato, e successivamente internato in un ospedale psichiatrico. Tomas crescerà in gioventù senza un genitore fino a quando, scontata la pena, il padre viene dimesso ma si ammala di una grave forma di depressione che lo porterà al suicidio. L’ex generale si sparò un colpo di pistola proprio davanti al figlio Tomas.

RICCA CARRIERA DI TOMAS MILIAN

Sconvolto dalla morte del padre, il giovane Tomas appena terminati gli studi liceali a Cuba, decide di trasferirsi alla volta della Florida dove intraprende gli studi teatrali in Accademia. Dalla Florida va a New York dove studia allo Actor’s Studio. Viene notato da Nbc e da lì avrà grande visibilità tanto da essere notato anche da Zeffirelli che lo vorrà in ‘Il poeta e la musa’.

Seguiranno film con i grandi registi del panorama italiano tra cui Visconti e Zurlini fino al 1976 con ‘Il trucido e lo sbirro’ di Umberto Lenzi che lo incoronerà ‘Er Monnezza’, alias del romanissimo Segio Marazzi, ladro nemico della violenza.

Tomas, per bellezza e carisma, prometteva una lunga carriera come sex simbol italiano, s’innamora nel personaggio di ‘Er Monnezza’ che lo ‘intrappola’ fino alla morte.

MONNEZZA AMORE MIO

Er Monnezza piaceva tanto perché era il simbolo di una volgarità comica, di un personaggio che fuori dagli schemi morali diceva parolacce e faceva pernacchie. Un anti borghese rivoluzionario degli anni ’70.

Lo stesso attore Tomas Miliàn lo amava così tanto da scrivere un’autobiografia e titolarla proprio ‘Monnezza amore mio’: la sintesi della sua vita, delle scelte lavorative compiute e del racconto del personaggio da lui più amato.

Addio cosi a ‘Er Monnezza’ una leggenda storica del cinema italiano, un attore che va via inneggiando alla libertà, quella “libertà che ti permette di fare quello che senti fino alla fine della tua vita”, diceva Tomas Miliàn.

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