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‘DesignGallery’: la mostra sperimentale che unisce architettura, moda e fotografia

3 febbraio 2017 Arte Mostre


L’emozione che muove occhio e cuore, questa la filosofia alla base del progetto sperimentale di mostra fotografica che si terrà oggi, 3 febbraio 2017, a S. Giovanni Teatino in provincia di Chieti.

Innovazione e tradizione che si compenetrano in un triangolo molto forte fatto di: interior design, moda e fotografia con l’evento ‘Design Gallery’.

Lo shoowroom della EdilNiro ReDesign per un giorno si trasforma e si arricchisce diventando, in un colpo solo, passerella di moda per l’Atelier Barbarossa e cornice di una mostra fotografica di Giacomo Barbarossa.

Attraverso la linea comune dell’arte, intesa come veicolo espressivo dell’emozionalità, i tre atti creativi del design, della moda e della fotografia, s’incastrano perfettamente in una sola serata. Questa unione perfetta è possibile perché tutte e tre le espressioni artistiche sono unite da un legame che, andando oltre il concetto di commercialità, investe nell’artigianalità e nel recupero del passato in chiave moderna.

A raccontarci l’idea di questa mostra sperimentale e dell’arte alla base del concept, c’è l’architetto Diletta Niro.

Cos’è la EdilNiro ReDesign?

Lo showroom nasce come spazio dedicato alle superfici continue, sia orizzontali, che verticali per progetti di interior design e redesign di ambienti. Offre una selezione di materiali esclusivi che seguono le tendenze e che spostano l’attenzione sul concetto di artigianalità ed unicità degli ambienti.

La specializzazione tecnica ed estetica della squadra di lavoro offre un supporto per i clienti privati e per tutti i progettisti grazie anche all’aiuto della nostra collaboratrice, l’architetto Chiara Ciaschetti.

Come nasce l’idea di questa mostra così particolare?

Lo showroom è stato concepito come una casa moderna dalle dimensioni semplici ed eleganti, dove la qualità spaziale non subisce il soffocamento del superfluo e resta l’essenziale che nelle colorazioni, calde ed avvolgenti,  ci permettere di leggere quello che è l’involucro. Ed è questo il motivo che ha portato alla volontà di sperimentare la condivisione di altre forme d’arte, come la fotografia e la moda, che subiscono e vivono le stesse problematiche dell’architettura, ovvero spesso vengono private della loro essenzialità ed arricchite con fronzoli che annullano la loro natura. La poetica del fotografo sposa questo concetto così come lo stile e il modo di lavorare dell’atelier “che cuce addosso all’esigenza primaria della persona, come noi cuciamo all’interno dell’involucro le esigenze del nostro cliente, portando ad un risultato unico ed irripetibile … per cui esclusivo con pur la realtà del difetto”. Uscire dall’idea del commerciale per legarci all’idea del sensoriale ed autentico ma soprattutto dell’artigianale: è questa la chiave di lettura di questo incontro.

Come può l’architettura entrare in contatto con la moda?

L’architettura, cosi come la moda, rappresenta un atto creativo dettato da un sentimento. Sono entrambe commissionate e al servizio delle persone. Vivono delle tendenze, studiano il passato e lo reinterpretano. Per questo motivo l’affinità tra moda ed architettura esiste ed è un fatto reale che interessa la persona da due punti di vista estetici diversi: per prima cosa focalizziamo l’attenzione sullo spazio di vita  e in secondo luogo interpretiamo noi stessi in questo stesso spazio.

Questo progetto è la prima esperienza del genere fatta nello showroom?

Si questa rappresenta la prima esperienza di questo genere. Le precedenti sono state prettamente informative.

Cos’è l’arte secondo te?

L’arte è un segno, un pensiero, uno stile che genera emozione, in tutte le sue forme espressive: dal cinema alla letteratura, dal design all’architettura, dalla moda alla fotografia .

Qual è la poetica del fare architettura?

L’architettura per me è solo ed esclusivamente la qualità dell’involucro e dello spazio, è ricerca e non casualità tutto il resto è costruzione. L’architettura è quell’oggetto che si legge con chiarezza, che si vive con chiarezza e che si può descrivere. È razionale, mimale, è essenziale e per questo è qualcosa di raffinato. L’architettura è al servizio dell’uomo per questo motivo deve essere d’aiuto all’uomo.

Si investe troppo poco nell’arte in Italia perché e cosa si potrebbe fare?

Il patrimonio artistico italiano in tutte le sue forme è il più forte ed invidiato al mondo. Il vero problema, forse, è che sono proprio gli italiani a non saperlo. L’arte ha bisogno di tanti investimenti e spesso non si  ripaga queste spese, per cui si finisce per trascurare ciò che si ha. In realtà è proprio da qui che bisogna partire: conoscenza ed educazione alle varie forme d’arte a casa nostra.

Il livello di non consapevolezza in Italia è ancora troppo elevato per sensibilizzare le coscienze civili e politiche a far riflettere sul fatto che, per esempio, Pompei non può essere abbandonata a sè stessa e crollare giorno dopo giorno pezzo per pezzo. Oppure la Reggia di Caserta è patrimonio dell’Unesco e per ben metà della struttura si presenta come un cantiere abbandonato. Il Colosseo è abbandonato alla mercè di tutti e, senza vigilanza notturna, tranquillamente può essere imbrattato. E infine la triste realtà dei musei che, in carenza di fondi, non possono ospitare mostre di livello. Educare all’arte significa portare le persone a spendere nell’arte.

Intanto per seguire i prossimi eventi, i contatti web sono:

http://www.edilniroredesign.com/

http://www.barbarossaatelier.com/

http://www.giacomobarbarossa.com/ .

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