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Dagli svenimenti, alle gelosie tra groupie: i Maleizappa si raccontano

27 febbraio 2017 Band emergenti Musica & News


Durante i loro live, succedono cose grottesche: risse, svenimenti ed addirittura gelosie tra groupie.

Sono Victor Zappa, Maximilian Zappa, Girolamo Zappa, Lawrence Zappa, Corrado Zappa, Yari Zappa (batterista storico emigrante) e il 16 dicembre 2004 hanno dato vita alla band Maleizappa.

Il gruppo nasce come àncora di salvezza dalla vita di strada ed oggi conta ben due album e molti inediti.

 

Una musica che unisce suoni e situazioni diverse, un testo fatto di puzzle e anagrammi, un genere a metà tra rock e pop che passa anche per brevi attimi di folk: i Maleizappa si raccontano.

Come nascono i Maleizappa?

Siamo in cinque e abbiamo iniziato nel 2004 perché sentivamo la necessità di allontanarci dalla vita di strada.

La ditta a carattere familiare Maleizappa ci ha strappato dalla strada e ci ha salvato – con un contratto a tempo indeterminato.

I nostri primi live erano spesso accompagnati da trovate sceniche create ad hoc per coinvolgere il pubblico – serate quelle spesso segnate da episodi assurdi e surreali -risse, svenimenti, gelosie tra groupie– di cui non avevamo nessuna colpa: una sorta di maledizione da live che ha funzionato però da ottimo passaparola.

Il limite tra realtà e finzione si assottigliò a tal punto che durante una di quelle serate un fan svenne improvvisamente sotto al palco e il pubblico continuò incurante a ballare, ridere e cantare, pensando a una delle nostre solite messe in scena.

Col passare degli anni ci siamo concentrati sul rafforzare l’identità Maleizappa, la tecnica e lo stile compositivo, e ovviamente le esecuzioni dal vivo.

Così è nato il “F-indie pop/rock” che proponiamo: un guazzabuglio di suoni, generi, colori, parole… che fanno da cornice a un’idea concreta, reale e coerente.

Citando Theodor Adorno: “Il compito dell’arte è mettere caos nell’ordine”.

Il nostro primo album è praticamente una raccolta dei nostri primi 10 anni di successi, non ancora successi. “Dorem Ipsum” il secondo album, è un percorso di maturazione artistica che ci ha portato definitivamente a prendere coscienza del nostro essere degli ex-giovani di oggi.

Qual è l’esperienza formativa che più ha contribuito alla vostra carriera?

Di esperienze ce ne sono state tante e ognuno ha le sue personali. Sicuramente hanno contato le esperienze in diverse band, di diversi generi, che abbiamo avuto prima di formare i Maleizappa.

 Proponete solo testi inediti?

Sì, solo inediti anche se in passato ci siamo divertiti a scomporre a modo nostro qualche cover come Disperato Erotico Stomp di Lucio Dalla e L’italiano di Toto Cutugno.

Qual è la vostra maggiore fonte di ispirazione?

La settimana enigmistica e i bagni.

Gli artisti che ascoltate e che stimate?

Troppi per elencarli tutti. Ognuno di noi ha i suoi artisti preferiti che spaziano fra tutti i generi. Diciamo che partiamo da Pino Daniele fino ad arrivare ai Kraftwerk.

 Il sogno nel cassetto?

Acquistare una Panda 4×4 dell‘82 per andare a suonare al concerto del 1° maggio a Taranto.

Il vostro “pezzo migliore”, che a vostro avviso vi rappresenta al meglio?

In questa fase è “Gitano in gita al mondo”, di cui abbiamo prodotto anche il video.

È la storia sregolata di un ipotetico Gitano che deluso dalla vita e dall’amore trova conforto nell’alcool e nel suo girovagare senza fine tra i banconi dei bar.

 Quello che invece piace di più al vostro pubblico?

“Paolino” è sicuramente il pezzo più conosciuto e cantato da chi ci segue.

 Progetti per il futuro?

Portare “Dorem Ipsum” in più posti possibili – non esitate a contattarci – e a più gente possibile. Di pari passo lavorare a un nuovo video e successivamente a un nuovo album. Infine spendere tutti i proventi dei live e della vendita di “Dorem Ipsum” per l’acquisto della Panda 4×4 dell‘82.

Cosa dovrebbe fare, secondo voi, il mercato della musica italiana per valorizzare i giovani musicisti emergenti?

Non trattandoli miseramente come artisti emergenti sarebbe già un ottimo inizio. Trovare dei modi alternativi ai soliti contest musicali che il più delle volte fanno davvero ridere. Ci sono contest di levatura nazionale, riconosciuti e importanti, ma quanto a organizzazione sono penosi – alcuni non mettono a disposizione nemmeno gli amplificatori.

Il mercato della musica italiana deve osare e non standardizzare, partendo dai locali in cui si fa musica live fino ad arrivare alle etichette.

Per ascoltare la band casertana, di seguito i link:

Streaming

Spotify

 

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