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Concertone del 1 Maggio: boom di presenze, tanta buona musica e proteste contro Poletti e Salvini

2 maggio 2017 Concerti & Teatri


Un 1 maggio che riacquista il sapore della protesta, della rivoluzione e della difesa dei diritti dei lavoratori: torna in auge il grande concerto a Roma, a Piazza San Giovanni, che negli ultimi anni era andato un po’ sottotono. Quest’anno, invece, il successo è stato assicurato fin dalla conduzione con il famoso rapper partenopeo, Clementino e la conduttrice Camila Raznovich. Un boom di presenze che, nonostante il tempo incerto, ha contato dal pomeriggio fino alla chiusura circa 900 mila persone con straordinarie misure di sicurezza.

LA PROTESTA DE ‘LO STATO SOCIALE’ CONTRO POLETTI E SALVINI

Lo scorso marzo il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, aveva rilasciato una dichiarazione davvero imbarazzante in occasione di una visita con gli studenti dell’ Istituto tecnico professionale di Bologna dove aveva detto che per trovare lavoro era meglio mettersi a giocare a calcetto che inviare curricula. Una gaffe che si somma a quella compiuta a dicembre scorso il cui, lo stesso Poletti in merito al problema dell’emigrazione giovanile aveva detto: “Alcuni è meglio non averli tra i piedi”.

Tristi dichiarazioni che sono state riprese ieri, 1 maggio, in modo sarcastico e sbeffeggiante da parte della band bolognese ‘Lo Stato Sociale. I giovani hanno protestato cantando la canzone ‘Mi sono rotto il cazzo’, presentandosi con abiti strappati, con maglie con su scritto ‘No Tap’ e tirando palloni sul pubblico. Inoltre sul palcoscenico c’erano palloni con scritti diversi lavori come ‘Tronista’ ‘Influencer’ ‘Hostess’ e ‘Tassista’.

Non contenti, la band ha sottolineato anche l’affermazione fatta dal leader della Lega Nord, Matteo Salvini quando lo scorso marzo disse: “I bambini devono nascere e crescere come il buon Dio ha deciso, l’utero in affitto è bieco e volgare egoismo. Ma pensiamo al bambino: oltre all’egoismo del genitore pensiamo al bimbo. Se cresce con genitori o un genitore gay parte da un gradino più sotto. Parte con handicap”. Su queste parole, sul palcoscenico del Concertone, Lodo – voce del gruppo – ha detto: “È anche vero che da una coppia eterosessuale è nato uno come Salvini, dunque una formula esatta non c’è”.

Il giovane gruppo bolognese si è presentato sul palcoscenico con gli abiti rotti “Siamo andati sul palco, svestiti al 40%, come la percentuale di under 35 che sono disoccupati, come la mancanza di copertura istituzionale su welfare, ammortizzatori sociali e tutela dei diritti. Certo, si può leggere anche come il famoso 40% di Renzi, ci può stare tutto”

DA APRèS LA CLASSE, PASSANDO PER ROCCO HUNT E TERESA DE SIO FINO AL SUCCESSO DI GABBANI

A fare da apripista per il concertine è stato il gruppo salentino degli ‘Après La Classe’ che hanno immediatamente trasmesso il senso di festa con le loro musiche folk e la pizzica.

La prima esplosione di cori e balli del Concertone 2017, è per l’arrivo sul palco di Rocco Hunt che mescola ‘Tu vuo’ fà l’americanò e ‘Wake up guaglio’ con rime sul lavoro. Tutta la piazza viene coinvolta dal giovane rapper napoletano, che poi presenta il suo nuovo street single ‘Kevvuò’, dedicato a tutte le periferie del mondo. Chiude il set di Rocco Hunt, ‘Nu juorno buono’, con una piazza festante che lo applaude.

Continua il concerto con un omaggio a Pino Daniele fatto da Teresa De Sio ha fatto portando sul palco del Primo Maggio la sua personale interpretazione di due brani dell’amico ‘O’ Scarrafone’. La De Sio, inoltre, ha ricordato altri due colleghi napoletano scomparsi di recente:  Rino detto Zurzolo e Fausto detto Mesolella.

Il vero grande successo si è, però, avuto con Francesco Gabbani, vincitore del Festival di Sanremo e con la sua Occidentali’s Karma che ha portato una piazza in subbuglio. Molto apprezzato anche Amen, il brano con cui Gabbani ha vinto Sanremo Giovani 2016. Per la prima volta il cantautore toscano è stato ospite del concertone di Roma che ha definito: “una grande figata”.

Un successo con tanta buona musica e quella carica di protesta che tanto distingue la natura rivoluzionaria del Concerto di San Giovanni del 1 maggio.

 

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