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Addio a Gianni Boncompagni: padre della rivoluzione della radio e della tv italiana

18 aprile 2017 News


Si svolge oggi, 18 aprile 2017, a Roma la cerimonia laica per rendere omaggio all’autore televisivo, Gianni Boncompagni morto domenica, 16 aprile, all’età di 84 anni.

Con la scomparsa dell’autore televisivo toscano, va via una gran parte di storia della radio e della televisione italiana che ha vissuto, con lui, un importante cambiamento storico. È stato proprio Boncompagni, insieme al suo amico storico Renzo Arbore, a portare in Italia la figura dei disk jokey per la prima volta. Precursori che hanno rivoluzionato anche la radio che, con la nascita della televisione, stava vivendo un momento di eclissi. Grazie a Boncompagni e Arbore, con il programma ‘Alto gradimento’ si è riqualificata la radio ed il linguaggio radiofonico, arricchito di slang giovanili.

La rivoluzione della radio è poi passata in televisione cercando di avvicinare soprattutto i giovani ai programmi, pensando a dei format soprattutto per loro.

Gianni Boncompagni era un’artista completo: speaker radiofonico, deejay, autore televisivo, cantautore, amante della fotografia, appassionato di musica classica e della storia e sempre intellettualmente aperto alle nuove conoscenze.

DALLA RADIO ALLA TV: LA CARRIERA DI GIANNI BONCOMPAGNI

Gianni Boncompagni è stato precursore di una radio e di una televisione sperimentale e rivoluzionaria, con programmi leggeri ma intelligenti che presto sono diventati dei cult. È stato tra i grandi innovatori dello spettacolo italiano con Renzo Arbore, autore e conduttore di storici successi radiofonici come ‘Bandiera gialla’ ed ‘Alto gradimento’. Dopo aver rivoluzionato il linguaggio radiofonico negli anni ’60 e ’70 nel 1977 Boncompagni debutta in tv con ‘Discoring’. Arriva ‘Pronto, Raffaella?’ nel 1984, condotto da Raffaella Carrà, di cui è stato fidanzato decennale; nel 1985 ci sarà ‘Pronto, chi gioca?’ condotto da Enrica Bonaccorti ed infine realizza ben tre edizioni di ‘Domenica In’ con Mara Venier.

Gianni Boncompagni è stato un pilastro, ha segnato la storia della radio e della tv” dichiara Pippo Baudo “un grande amico. Con ironia e creatività ha rivoluzionato la radio con Renzo Arbore, con Alto gradimento che era una trasmissione modernissima. Penso ai tanti personaggi che ha inventato. Poi, quando si è dato alla tv ha portato la sua cifra anche sul piccolo schermo. E’ stato un grande scenografo, un eccezionale regista, un abile creatore di effetti. E non dimentichiamo che ha scritto anche tante nelle canzoni“.

Infatti Boncompagni era anche un abile paroliere: si ricordano ‘Il mondo’ scritta per Jimmy Fontana, ‘Ragazzo triste’ per Patty Pravo e tutte le principali hit di Raffaella Carrà.

Televisivamente parlando, il successo arriva nel 1994, anno in cui dalla RAI sfonda oltre oceano grazie all’ultima trasmissione televisiva di enorme successo, per l’appunto “Non è la RAI” condotta dalla mitica Ambra Angiolini. Quella trasmissione era un sogno per le ragazzine che volevano fare TV negli anni ’90.

La rivoluzione televisiva di Gianni Boncompagni si ha quando la Tv diventa sempre più romana e milanese  e poi inizia a cambiare e si riempie di gente comune. Dal gemellaggio con la Bonaccorti nasce anche per l’appunto la trasmissione per teenager che sconvolge la Fininvest, lanciando peraltro Antonella Elia, ma è sua la paternità anche di “Bulli & Pupe” e di “Casa Castagna”.

Nel 2008 è autore del programma condotto da Raffaella Carrà ‘Carramba che sorpresa’ subito diventata una  trasmissione di successo che aveva anticipato la formula delle ‘veline’ ripresa e portata avanti da Antonio Ricci in ‘Striscia la Notizia’.

IL RICORDO DELLA EX COMPAGNA RAFFAELLA CARRA’

Il rapporto tra Gianni Boncompagni e Raffaella Carrà non era solo lavorativo ma era stato legato anche da circa un decennio di fidanzamento. Nonostante l’amore fosse finito, i rapporti erano distesi e avevano continuato a lavorare insieme.

Il sodalizio artistico va bene, sono contenta dei complimenti che gli hanno fatto, ma io ho potuto vivere con lui e godermi Gianni in casa sua con le sue tre figliole. Mi porterò dietro l’uomo. Gianni se n’è andato piano piano, ha avuto un coraggio da leone, è stato molto sereno. Abbiamo potuto ancora ridere e scherzare, abbracciarlo e dargli tanti bacini fino all’ultimo prima di lasciarlo andare” così lo ricorda commossa Raffaella Carrà.

L’ADDIO DELL’AMICO RENZO ARBORE

Amico, compagno di giochi e collega d’arte, così si definisce Renzo Arbore. Un connubio tra uno spirito romantico e nostalgico, quello di Arbore, e quello vivace e protratto al futuro di Boncompagni.

La radio era diventata la sorella minore e vecchia della televisione. La grande conquistata è stata ridare valore. Ma Boncompagni aveva rinnovato anche il modo di fare regia: illuminando le scene, da amante di fotografia, fino ai primi piani su Raffaella Carrà.

La nostra amicizia è nata quando avevamo all’ incirca 25 anni. Un’amicizia non conclusa ora che eravamo più vicini agli Ottanta che ai Settanta, come diceva sempre lui con il suo straordinario spirito toscano. Per me è stata un’amicizia provvidenziale, spero lo sia stato anche per lui” così lo ricorda tra le lacrime Renzo Arbore.

Addio a Renzo Arbore, grande genio della radio e televisione italiana.

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