On Air
18esimo Programma Only posh music for your ears.
Home
  • Home
  • Aborto: la legge esiste ma quasi tutti medici obiettori

Aborto: la legge esiste ma quasi tutti medici obiettori

3 marzo 2017 Musica & News


La legge sull’ interruzione volontaria di gravidanza è la n.194 del 1978, la quale dice negli articoli 5 e 6:

Per l’interruzione volontaria della gravidanza entro i primi novanta giorni, la donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito, si rivolge ad un consultorio pubblico istituito Il consultorio e la struttura socio-sanitaria, oltre a dover garantire i necessari accertamenti medici, hanno il compito in ogni caso, e specialmente quando la richiesta di interruzione della gravidanza sia motivata dall’incidenza delle condizioni economiche, o sociali, o familiari sulla salute della gestante, di esaminare con la donna e con il padre del concepito, ove la donna lo consenta, nel rispetto della dignità e della riservatezza della donna e della persona indicata come padre del concepito, le possibili soluzioni dei problemi proposti, di aiutarla a rimuovere le cause che la porterebbero alla interruzione della gravidanza, di metterla in grado di far valere i suoi diritti di lavoratrice e di madre, di promuovere ogni opportuno intervento atto a sostenere la donna, offrendole tutti gli aiuti necessari sia durante la gravidanza sia dopo il parto”.

Insomma la donna che decide, per qualsivoglia motivo, interrompere la propria gravidanza, deve avere il personale sanitario e le strutture adeguate per farlo. Peccato però che il riscontro nella realtà così non è. L’ultimo caso ci conferma la regola: una mamma 41enne di Padova, con già 2 bambini, ha deciso di abortire perché non voleva una terza gravidanza. Si è così rivolta all’ospedale di Padova dove, lo scorso dicembre, è stata rifiutata perché non c’erano medici non obiettori disponibili. Da lì è cominciato il suo calvario che si è risolto solo con l’aiuto della Cgil che ha sbrogliato la matassa dopo che la donna è stata rifiutata da ben 23 ospedali.

Da Padova al Friuli, passando per il Veneto, nessuno ha garantito alla mamma di Padova di poter procedere al proprio IVG nonostante la legge esista. Dopo questo caso clamoroso, gli unici 8 medici non obiettori della provincia di Padova si sono uniti ed hanno deciso di creare un polo unificato dove si pratica solo l’interruzione di gravidanza, onde evitare situazioni del genere.

Un’Italia che ha ben il 94% dei ginecologi, anestesisti e infermieri obiettori.

In tema di aborti una delle regioni che sta messa peggio è il Molise dove, in tutta la regione, esiste solo un medico che pratica le interruzioni di gravidanza. Il dottor Michele Mariano, intervistato in via eccezionale anche da La Repubblica, ha raccontato la drammatica situazione molisana : “Chi fa aborti, non fa carriera” ha dichiarato il dottore evidenziato una sorta di discriminazione da parte dei colleghi verso la sua attività.

Un ginecologo che ha studiato per far nascere bambini e che, pur di garantire il diritto legale dell’interruzione di gravidanza, si trova a dover fare solo quello ormai.

Medici che, durante il giuramento di Ippocrate, dovrebbero ricordare che morale e religione vanno al di là della scienza e medicina.

Condividi su:

, , ,

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *